In un comunicato stampa del 19 Luglio 2011 il Presidente del Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi, dott. Giuseppe Luigi Palma, ha espresso la posizione ufficiale dell'Ordine degli Psicologi in merito all'omofobia (cioè alle reazioni emozionali negative nei confronti delle persone omosessuali) ed alle cosiddette terapie di conversione e riparative (espressione generica che, in modo un pò impreciso, accomuna i tentativi di modificare "terapeuticamente" l'orientamento sessuale di un soggetto, qui un esempio); potete leggere il comunicato integrale qui.

Il contenuto del comunicato non lascia spazio ad interpretazioni; afferma nettamente che l'omosessualità non è una malattia da curare, e che l'orientamento omosessuale non è da modificare.

Il comunicato prosegue affermando, in linea con quanto sostenuto da anni dalla comunità scientifica internazionale, che:

 

  1. affermare che l'omosessualità si "curi" o che l'orientamento sessuale di una persona si debba modificare è non solo scientificamente infondato, ma anche socialmente pericoloso, in quanto alimenta lo stigma e la condanna sociale che, secondo i modelli più accreditati, sarebbe alla base del rifiuto del proprio orientamento omosessuale in molti soggetti ("omofobia interiorizzata")
  2. i tentativi di "conversione" dell'orientamento sessuale non solo falliscono, ma sono iatrogeni (cioè dannosi) per il soggetto
  3. gli Psicologi non derogano dal loro codice deontologico, e non si prestano a questi tentativi, condotti molto spesso su base ideologico-religiosa o su modelli scientifici ormai datati

 

Quanto espresso dall'Ordine non lascia molto campo ad interpretazioni o distorsioni. Personalmente sono in pieno accordo con quanto espresso, sia per ragioni scientifiche che culturali in senso più ampio.

E voi che ne pensate?