La perdita della verginità, interiorizzata nell’immaginario collettivo, come un rito iniziatico alla vita adulta,  in passato correlava con il concetto di “prova d’amore”.
Nell’entroterra della mia Sicilia, agli inizi del novecento, la deflorazione veniva associata inevitabilmente ed irreversibilmente al matrimonio e, soprattutto necessitava che la donna  giungesse vergine al talamo nuziale.
L’avvenuta deflorazione veniva esibita, con connotazioni di un rituale pubblico, l’indomani mattina della fatidica e faticosa  prima notte, veniva infatti steso al balcone, il lenzuolo con tracce ematiche a testimonianza della mantenuta verginità fino al matrimonio.
 Nel corso degli anni, a seguito di un radicale cambiamento della cornice culturale,anche la sessualità ha assunto nuovi significati: come prima tappa è stata disgiunta dall’aspetto procreativo e, purtroppo  in segiuto anche dall’aspetto affettivo, i media ed internet hanno infatti proposto un modello di sessualità ginnica, coitale e  con scari riverberi emozionali.
 Molti studi  dimostrano come l’età del primo rapporto sessuale si è notevolmente abbassata , si aggira in un range che va dai tredici ai diciassette anni, associata ad un elevato livello di disinformazione sessuale  per quel che riguarda contraccezione e malattie sessualmente trasmissibili.
 Proveniamo da un’epoca caratterizzata da una scarsa assente  educazione ai sentimenti ed alla sessualità( analfabetizzazzione emozionale) , la maggior parte delle scuole e dei genitori, non formano i giovani in tal senso ed inoltre non c’è nessuna legge che obbliga all ’educazione sessuale.
  I giovani d’oggi apprendono e si sperimentano sul campo, non avendo nessun riferimento adulto con cui condividere ansie, preoccupazioni, emozioni e disavventure sessuali, ma esclusivamente il gruppo di pari a cui appartenere obbligatoriamente ed in cui identificarsi per comportamenti, vestiario, linguaggio ed ovviamente usi e costumi sessuali!
 Il rito iniziatico alla vita adulta, si è svuotato di significato ed è solo una “tappa esperenziale”(e non emozionale)scomoda,  da transitare velocemente, quasi con vergogna per non essere ancora vergini e per togliersi poi  il pensiero nel minor tempo possibile.
L’educazione emozionale e sessuale potrebbe aiuterebbe sia genitori che figli, nel trovare “parole adeguate ed appropriate”, significati congrui alla vita  sentimentale e sessuale e fornire preziose informazioni inerenti l’aspetto della prevenzione, sanando divari generazionali e prevenendo ansie e guai sessuali.