La caratteristica di base del disturbo è una dipendenza anormale che causa disagio soggettivo e/o degrado del funzionamento del paziente ma la definizione e i criteri diagnostici di questo disturbo hanno subito innumerevoli modificazioni nel corso del tempo.

Attualmente non esistono dati affidabili sull’esatta prevalenza del disturbo, anche se “il Disturbo Dipendente di personalità è tra i disturbi più frequentemente riportati nelle cliniche per la salute mentale” (American Psychiatric Association, 2000). Per quanto riguarda le differenze di genere, in ambienti clinici questo disturbo è stato più frequentemente diagnosticato nelle femmine, sebbene alcuni studi che utilizzano valutazioni strutturate riportino percentuali di prevalenza simili tra maschi e femmine.

I criteri diagnostici del Disturbo Dipendente di Personalità sono:

-          Una necessità pervasiva di essere accuditi che determina comportamento sottomesso e dipendente e timore della separazione che compaiono nella prima età adulta e sono presenti in una varietà di contesti come indicato da 5 o più dei seguenti elementi:

1. Difficoltà a prendere decisioni quotidiane senza richiedere un’eccessiva quantità di consigli e rassicurazioni

2. Bisogno che gli altri si assumano le responsabilità per la maggior parte dei settori della vita

3. Difficoltà ad esprimere disaccordo verso gli altri per timore di perdere supporto o approvazione

4.Difficoltà a iniziare progetti o a fare cose autonomamente (per mancanza di fiducia nel proprio giudizio o nelle proprie capacità piuttosto che per mancanza di motivazione)

5. Giunge a qualsiasi cosa pur di ottenere accudimento e supporto fino al punto da offrirsi per compiti spiacevoli

6.Si sente a disagio o indifeso quando è solo

7. Quando termina una relazione stretta, ricerca urgentemente un’altra relazione come fonte di accudimento e supporto.

8. Si preoccupa in modo non realistico di essere lasciato solo a provvedere a sé stesso.

 

 

Le personalità dipendenti tipicamente tendono a essere piacevoli, eccessivamente sottomesse, votate al sacrificio e richiedono costantemente rassicurazioni da parte degli altri. La loro sottomissione e il loro affidarsi complretamente portano alla sottile richiesta che siano gli altri a prendere le decisioni per le cose più importanti della loro vita.

Il loro stile affettivo è caratterizzato da estrema insicurezza e disagio in tutte le situazioni in cui sono o temono di essere soli.

Alcune concettualizzazioni del disturbo collegano lo sviluppo di una personalità dipendente  all’eccessivo coinvolgimento e intrusività della madre durante le fasi di sviluppo del bambino. Gli individui dipendenti presentano spesso storie in cui i genitori ricompensavano la devozione e si mostravano rifiutanti al primo tentativo di separazione e indipendenza del bambino. In questo modo il bambino impara che l’unico modo che ha per garantirsi vicinanza e protezione da parte dei suoi genitori è mostrarsi dipendente da essi.

Gli individui dipendenti si considerano indifesi e inadeguati e vedono il mondo come troppo pericoloso per essere affrontato da soli. Conseguentemente ritengono di dover fare affidamento su qualcuno che sia più forte e più adeguato nel prendersi cura di loro. Il prezzo da pagare per ottenere tale sicurezza è alto: devono delegare la responsabilità e subordinare tutti i propri bisogni.

La principale distorsione cognitiva che caratterizza questo disturbo è il pensiero dicotomico riguardo l’indipendenza. Gli individui dipendenti, infatti, credono di essere totalmente dipendenti dagli altri oppure completamente soli e indipendenti, senza alcuna via di mezzo.

L’obiettivo principale della terapia del disturbo dipendente di personalità è incrementare l’autonomia e l’autoefficacia del paziente aiutandolo in primis a riconoscere e comprendere i bisogni e i desideri propri che non ha mai imparato a riconoscere e rispettare. Solo a quel punto, una volta che il paziente avrà compreso chi è e cosa desidera di più, sarà possibile lavorare sul senso di inefficacia e di dipendenza dagli altri.