E’ delle ultime ora la notizia dell’arresto di un allenatore che avrebbe sottoposto un ragazzino di soli 17 anni a subire abusi con la complicità di altri due ragazzi della squadra.

http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/11_dicembre_2/allenatore-squadra-football-arrestato-violenza-sessuale-gruppo-1902392274918.shtml

Mi pare ci sia poco da commentare, perché tutti noi vorremmo evitare di leggere tali aberrazioni. E anche perchè è difficile scegliere le parole giuste. Però vorrei utilizzare questo spazio per formulare delle riflessioni e, soprattutto, mi piacerebbe che questa news possa essere utilizzata dai ragazzi e dai genitori per prevenire e tenersi alla larga da episodi del genere.

Nell’articolo si parla di riti di iniziazione. Perché mai un ragazzo dovrebbe sottoporsi ad un “battesimo” fatto di percosse, umiliazioni e abusi sessuali? Perché, per dissonanza cognitiva, se quel ragazzino è stato disposto a subire tali atrocità, riuscirà a raccontarsi (e a giustificare) che appartenere a quel gruppo è da veri uomini, è un qualcosa di valore, di importante, cui tiene. Insomma, dopo tutto quello che ha patito per far parte di quel gruppo e di quella realtà, vorrà dire che è davvero importante.

Proviamo per esempio a pensare a quando facciamo molti sforzi per raggiungere un risultato. La nostra percezione e la nostra credenza in merito è di aver raggiunto un traguardo molto importante, di aver conquistato qualcosa di veramente speciale e prezioso. Di faticoso. E, per questo motivo, tendiamo ad attribuire maggior valore. Tutti noi riusciamo a ricordare esempi in cui ci siamo comportati così (ad esempio superare un esame particolarmente difficile: lo stesso voto ad un esame più semplice assume un altro significato), oppure conquistare una posizione lavorativa prestigiosa attraverso sacrifici, vincere una competizione contro un avversario temibile, ecc …

Questo meccanismo viene oggi utilizzato in diversi contesti. Pensiamo alle vendite: un oggetto che costa moltissimo, anche a parità di materiali di uno che costa meno, viene valutato per un nostro bias cognitivo di valore maggiore.

Ma il focus, a mio avviso, deve rimanere sulla prevenzione e protezione dei ragazzi che, a differenza di adulti più strutturati, non hanno modo, né lo hanno imparato dai genitori o da altri adulti di riferimento, di riconoscere in fretta questa modalità perversa di alcuni adulti e di potersi difendere.

Purtroppo nessuno di noi può esercitare controllo sulle condotte di allenatori e adulti così disturbati, ma certamente possiamo iniziare a parlare con i bambini e i ragazzi e insegnar loro a difendersi da tali trappole che bene non fanno alla salute.

In quest’ottica è importante non spaventare bambini e ragazzi: non sto dicendo che non si debbano praticare sport, o frequentare associazioni di altro tipo (come i CAG, gli oratori, ecc…), né che non ci si debba fidare di nessuno.

E’ davvero importante per i genitori insegnare ai propri figli, fin da quando sono piccoli, che ci sono alcune parti del corpo che copriamo e che non devono essere toccate da nessuno, non perché siano brutte, ma perché sono molto delicate (e quindi anche al mare si indossa il costumino).

E poi dobbiamo insegnare ai ragazzi che il loro valore personale non dipende da quello che fanno, né da quello che hanno, né da quello che possono dare. Il valore di un essere umano è inestimabile.