L'abbandono scolastico è a tutt’oggi un fenomeno rilevante che colpisce una cospicua percentuale di giovani nel nostro paese nel 2009 il 19,2% (fonte ISTAT).

I dati statistici ci dicono che gli early school leavers , vale a dire i ragazzi tra i 18 e i 24 anni con la sola licenza media sono oltre il 20% (fonte  MIUR  2006/07).

Il dato è alquanto preoccupante se pensiamo ai rischi potenzialmente connessi alla fuoriuscita precoce dal sistema scolastico, primo fra tutti quello dell’esclusione sociale.

Dopo l’abbandono della scuola,  vengono meno le occasioni di frequentare gli amici di scuola, il tempo non più impegnato nei doveri scolastici è speso nell’ozio o nell’andare a zonzo. Così il presente diventa sempre più carente di relazioni positive e attività finalizzate a uno scopo costruttivo e il futuro appare sempre più indefinito e a rischio.

A volte i giovani che sono scivolati fuori dal sistema scolastico (drop-out) cercano un’occupazione che stenta ad arrivare e se la trovano è spesso precaria, sottopagata o  in nero.

Frequentemente i sentimenti negativi che provano come risentimento, avvilimento, frustrazione, alimentano e amplificano una difficile situazione personale già, il più delle volte, preesistente e a rischio.

In effetti l’abbandono della scuola non avviene per caso, ma transita solitamente per un progressivo disinvestimento negli studi, frutto di variabili tra loro interrelate in modo differente, secondo le specifiche situazioni, come ad esempio:

• Una scelta iniziale non idonea e non pienamente consapevole che può comportare rallentamento negli studi ed esiti negativi come la bocciatura

• Un contesto scolastico diverso dalle aspettative o rivelatosi problematico

• Una situazione territoriale deprivata a livello socio-economico

• Problematiche famigliari e mancanza di supporto

• Difficoltà scolastiche precedenti che hanno minato l’autostima del ragazzo e di frequente rallentato il percorso di studio (scacchi scolastici, bocciature)

• Problemi e disagi personali dello studente, frutto dell’interrelarsi di alcune delle variabili considerate, di disagi preesistenti sottovalutati e non trattati o in via di strutturazione e alimentati dalla situazione in corso

E' possibile intervenire?

Il fenomeno dell’abbandono scolastico è articolato in una molteplicità di aspetti e livelli interconnessi che riguardano la nostra società, il sistema istituzionale, il singolo istituto scolastico, il singolo studente, la singola famiglia.

La Strategia Europa 2020 fissa al 10 per cento il livello entro il quale dovrebbero essere contenuti gli abbandoni scolastici prematuri.( fonte Istat)

Di conseguenza ci si augura che a livello istituzionale vengano concretamente promossi adeguati interventi di prevenzione per avvicinarsi a questo importante obiettivo.

Attualmente, anche se qualcosa viene fatto per arginare l’abbandono e il problema più ampio della dispersione scolastica, come dimostrano alcune buone prassi sperimentate sul nostro territorio, per la loro esiguità numerica e per una serie di problematiche di fondo, il problema dell’abbandono rimane quasi del tutto inalterato negli anni.

Il singolo Istituto scolastico tuttavia, è chiamato ad esercitare al meglio la propria funzione educativa oltre che didattica e a sollecitare e accogliere il dialogo con le famiglie.

Alla famiglia spetta adottare un atteggiamento atto ad intercettare tempestivamente i problemi e le necessità dei propri figli, intervenendo in loro aiuto in vari modi:

• accompagnandoli nel compiere la scelta degli studi in modo più consapevole, aiutandoli a riflettere in modo approfondito sul percorso da scegliere o, meglio ancora, ricorrendo ad una specifica consulenza di orientamento scolastico in caso di dubbi.

• mantenendo aperto il dialogo con il ragazzo e con la scuola – dunque con i docenti e anche con altri genitori allo scopo di comprendere meglio eventuali problemi e affrontarli con tempestività e rigore

• sostenendo i figli quando si trovano in difficoltà

• non abdicando all’educazione del proprio figlio, anche in senso normativo, mantenendo un atteggiamento vigile, anche se non oppressivo e invadente, che possa consentire di cogliere tempestivamente eventuali segnali di difficoltà, di disagio,  per poter intervenire in modo proprio, anche rivolgendosi ad un esperto quando il caso lo richiede.

Non dobbiamo però scordarci che il fenomeno dell’abbandono scolastico prende spesso piede proprio dove una serie di problematiche anche socio-economiche si sommano tra loro e gravano sulla famiglia causando disagi a volte gravi rispetto ai quali, proprio per la loro natura, spesso la famiglia ha scarse possibilità di manovra e dunque maggior bisogno di aiuto da parte delle istituzioni.

Fonti dati: www. miur.it

www.istat.it

 

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