Nella mia pratica clinica quotidiana, mi ritrovo frequentemente a custodire dolorose ed inquietanti confessioni di partners, che hanno smesso di amarsi da tempo e, per un' infinita' di motivi concreti, decidono di stare ancora insieme, senza guardarsi dentro ed oltre.

La casa, il mutuo da finire, i genitori da non addolorare, i figli da non destabilizzare.

Il tema dei figli, io direi " poveri figli", e' quello maggiormente ridondante che frequentemente avvolge ed ammanta di falsita', la reale comunicazione di coppia.

Coppie che si salutano al mattino, che si intravedono per pranzo e, che sfiniti e scarsamente emozionati ed empatici, si ritrovano la sera sul divano di casa, aspettando che il telecomando ed il sonno prendano il sopravvento.

Partners che mandano messaggi dolci ed audaci ad altri partners, che si emozionano altrove, ma che in nome dei figli, decidono di mortificare la loro esistenza, mettendo sotto spirito la loro salute emozionale e sessuale.

Mi e vi chiedo, cosa e' piu' sano per un figlio: vivere nella menzogna, sentendo e percependo il poco amore, rispetto ed il gioco di ruoli, magari interiorizzando copioni e modelli comportamentali disfunzionali, oppure accettare il dolore di una possibile separazione, che sara' fautrice di altre verita' .

Credo fermamente che la genitoralita', sia differente dalla coniugalita' ed una e' svincolata dall' esistenza e dalla funzionalita' dell' altra.

Ci possono essere partners, che si danneggiano rimanendo coniugi e, di conseguenza danneggiano e compromettono anche la loro capacita' di essere buoni genitori ed altri, che con coraggio e sofferenza, decidono di separarsi e di affrontare quanto non andava in loro, nella loro coppia e, spesso di conseguenza nel loro equilibrio psichico, elemento indispensabile per essere buoni genitori.

A volte, nei casi di coppie che vivono da separati in casa, nell' assoluto silenzio dei sensi, la " separazione psichica " e giuridica, rappresenta un successo del percorso terapeutico.