Secondo l'Office on Smoking and Healt degli Stati Uniti, quando smetti di fumare avvengono una serie di eventi positivi già a partire da pochi minuti dopo aver spento l'ultima sigaretta.

Vediamo quali:

1) Dopo 20 minuti si abbassa il ritmo dei battiti cardiaci
2) Dopo 14-48 ore il livello di Monossido di Carbonio (CO) nel sangue ritorna nella norma
3) Dopo 2-3 mesi il rischio di infarto inizia ad abbassarsi e la funzione polmonare migliora
4) Da 1 a 9 mesi migliora la tosse e il “fiato corto”
5) Dopo 1 anno il rischio, legato al fumo, di andare incontro a una malattia cardiaca si riduce della metà
6) Dopo 5-10 anni il rischio di ictus cerebrale diventa quello di un non fumatore
7) Dopo 10 anni il rischio di morte per cancro del polmone è la metà di quello di un fumatore, e diminuisce inoltre il rischio di ammalarsi di cancro alla bocca, gola, esofago, vescica, reni e pancreas
8) Dopo 15 anni il rischio di malattie cardiache è lo stesso di quello di un non fumatore

Questi dati sono interessanti e la loro diffusione è importante, anche se spesso sembra che abbiano poca forza nel condurre il fumatore a tirare l'ultima sigaretta. Perché? Secondo diversi studi la nicotina agirebbe su aree e meccanismi cerebrali collegati a sensazioni di piacere, ad esempio stimolando la produzione di dopamina nel nucleus accumbens, determinando sensazioni di allegria, pace e benessere.

Da qui, i ricercatori sostengono che campagne anti-fumo basate sulla paura possono avere effetti ridotti. Certo, potrebbero essere un punto di partenza per alcune persone, come ad esempio per chi ha già un po' si “strizza” e cerca informazioni per convincersi a fare il grande passo. Ma se il "piacere" è la sensazione coinvolta, è lavorando su di esso che si possono ottenere i risultati maggiori.

Così, al di là di cerotti alla nicotina e sigarette finte, ciò che in pochi sanno è che un aiuto concreto può venire dallo psicologo. Infatti, essendoci una componente psicologica decisamente forte dietro l'inizio e il mantenimento del vizio del fumo, lavorare su di essa può portare anche in brevi periodi a una riduzione drastica, fino a smettere del tutto.
Si può quindi chiedere al proprio psicologo di riferimento se si occupa di questo tipo di problematica (non è detto infatti che sia un campo in cui ha esperienza) e lavorare per arrivare a spegnere l'ultima sigaretta nel posacenere: allora sì, che i noti vantaggi sulla salute saranno più apprezzati.

 

Riferimenti bibliografici:
Škorjanek, B. (a cura di). (2010). Come smettere di fumare. Milano: Ponte alle Grazie.
Office on Smoking and Health. Centers for Disease Control and Prevention (U.S.A.)