Biologicamente il legame tra fratelli e sorelle è imprescindibile.

Alcuni rapporti sono “buoni”, stretti, intimi, altri possono essere poco uniti, competitivi, ostili, conflittuali. Il fratello è il primo pari con cui veniamo in contatto e, come tale, ci offre una grande possibilità di rispecchiamento e di imitazione. Inoltre, il fratello è la persona, più prossima a noi come età, con cui, almeno nei primi anni di vita, trascorriamo la maggior parte del nostro tempo: questo, inevitabilmente, porterà ad una continua interazione e alla costruzione di un forte legame di attaccamento che, a volte, può sostituire o crescere di pari passo a quello che si instaura con i genitori. L’educazione ricevuta dai genitori è un altro importante fattore che può influenzare lo sviluppo di una relazione positiva tra fratelli: per esempio al momento della nascita di un secondo figlio, evento che può suscitare sentimenti di gelosia e ostilità nell’altro fratello, se entrambi i genitori sono stati “bravi” a comunicare e a coinvolgere il figlio, probabilmente tale evento sarà vissuto come un qualcosa di piacevole e lieto.

Ci possono essere delle differenze tra avere o meno un fratello appartenente allo stesso sesso; l’appartenenza al medesimo sesso, soprattutto nell’infanzia, può essere un elemento indicatore di uno stretto legame; si condividono gli stessi giochi, si sta spesso insieme, ci si fa compagnia. Al tempo stesso avere un fratello dell’altro sesso aiuta a prendere consapevolezza di diversità psicologiche, emotive e comportamentali, che fanno da palestra, per quando si inizieranno a stabilire le prime relazioni interpersonali. L’adolescenza è un periodo in cui i conflitti tra fratelli e sorelle sono piu’ frequenti: iniziano a svilupparsi interessi diversi ed essendo un momento della crescita, in cui inizia a “configurarsi” l’identità, spesso ci si isola, chiudendosi nel proprio mondo interno in cui non entrano né fratelli né genitori.

Nonostante l’altalenanza dei rapporti tra fratelli, in base alle varie fasi della vita e della crescita individuale, la presenza di un fratello o di una sorella, rende l’infanzia, l’adolescenza e l’età adulta differente, rispetto all’essere dei cosiddetti “figli unici”. Sin da quando si è piccoli, il processo di differenziazione tra sé e l’altro inizia in anticipo; ovvero da subito, soprattutto se la differenza di età è minima, il bambino sperimenta costantemente e quotidianamente altro da sé, si confronta con un’altra personalità, con altri modi di comunicare e di esprimersi, altri modi di vivere l’emotività (un fratello per esempio è piu’ piagnucolone e l’altro no).

In secondo luogo, la presenza di un fratello o di una sorella aiuta a ridurre l’idealizzazione e la visione onnipotente che si ha nei confronti dei propri genitori, poiché ci si confronta con una relazione alla pari, quindi la mamma e il papà sono moderatamente visti e percepiti come coloro che non sbagliano mai, poiché la vicinanza di un altro bambino, favorisce il confronto con modalità comportamentali non adulte.

In terzo luogo, la presenza di un fratello, permette di creare quella complicità, che in alcune situazioni, è conveniente, per esempio quando si desidera ottenere qualcosa dai genitori: due è meglio che uno!

I fratelli crescono in compagnia e ciò è un’esperienza unica nel suo genere: il dormire nella stessa camera, avere una persona con cui giocare e con cui parlare quando se ne sente il bisogno che vive sotto lo stesso tetto, sono fattori di forte conforto e di sostegno emotivo e psicologico. Si sviluppa il senso della condivisione, della collaborazione, dell’unione e dell’altruismo, che un figlio unico, sperimenta piu’ tardi, quando inizia l’asilo e la scuola.

Ci sono, di contro, degli svantaggi, per esempio, un fratello piu’ grande potrebbe prevaricare su quello piu’ piccolo (il non verificarsi di questa dinamica, alle volte naturale, dipende dall’educazione che i genitori impartiscono ai figli). I genitori dovrebbero essere “bravi” a trasmettere uguaglianza e parità affettiva; ciò evita l’instaurarsi di sentimenti di ostilità, gelosia e rabbia tra fratelli.

Nel corso della crescita, i rapporti tra fratelli possono modificarsi: ciò dipende dalle diverse esperienze che si fanno e dalla differenza naturale di tratti caratteriali e comportamentali. E’ importante che i genitori, facilitino la differenza tra i due: un figlio è diverso dall’altro, nonostante appartengano alla stessa famiglia e ciò deve essere enfatizzato e rafforzato.

Un ultimo esempio di rapporto tra fratelli è rappresentato dalle cosiddette famiglie allargate: la presenza di figli appartenenti a più matrimoni di uno o dell’altro genitore o di entrambi, crea delle dinamiche familiari differenti. L’integrazione di figli appartenenti ad una coppia con fratellastri o sorellastre frutto di altri legami tra i genitori è una funzione che spetta molto alla coppia genitoriale. L’educazione impartita aiuterà ad accettare meglio presenze di fratelli che non sono biologicamente naturali. Ciò dipende anche dall’età dei figli. Se la differenza tra fratellastri è minima potrà essere più semplice creare un buon rapporto in cui si possano condividere esperienze come se fossero sempre state vissute insieme; se invece la differenza è notevole, potrebbe essere più difficile entrare in sintonia ed empatia reciproca. L’instaurazione di un buon rapporto tra fratellastri e sorellastre può dipendere anche dal livello di accettazione personale della separazione della vecchia coppia genitoriale, nel senso che se, essa è stata vissuta positivamente e più o meno serenamente sarà più semplice accettare di conseguenza nuove figure familiari; se al contrario si vive ancora la sofferenza e il conflitto relativamente alla situazione, probabilmente le “nuove figure familiari” saranno viste con ostilità e rivalità come causa della rottura tra i propri genitori