La SIP (Società Italiana di Pediatria), nel suo rapporto del 2010, ha evidenziato come il rapporto tra adulti e adolescenti sia caratterizzato da un'assenza pressoché totale di sani "no!": spesso si assiste ad una carenza strutturale di regole, di comportamenti e relazioni autorevoli, ovvero contraddistinti sia da empatia, accettazione dell'altro, sia dalla capacità di porre limiti a comportamenti inaccettabili.

Questa funzione simbolica del "no!", rientra in quella caratteristica, sinonimo di maturità emotiva e specchio di salute mentale, che Rogers definisce congruenza, ovvero la capacità di essere appieno se stessi, autentici, senza distorcere la propria esperienza emotiva e senza mettere in atto atteggiamenti di circostanza (Rogers, 1957).

Nel caso concreto, la congruenza sarà attualizzata dal genitore nella sua capacità di comunicare regole educative coerenti e stabili, senza avere il timore di ferire l'altro (ad esempio regole sugli orari di uscita con glia amici, regole antidroga e così via....). Ma tutto accompagnato da affettività profonda e dialogo aperto e costruttivo, senza dimenticare il rispetto dell'altrui individualità e personalità.

Occorre sempre ricordare, infatti, che un comportamento educativo autorevole mira a far apprendere al ragazzo, in modo responsabile, cosa sia un comportamento scorretto e non a trasmettere messaggi di vergogna e di colpa, che possano minare la sua autostima, con conseguente perdita di fiducia nelle proprie potenzialità. Scopo dell'educazione è, infatti, rendere l'adolescente il primo agente di scelta, libero e responsabile, nel suo percorso di crescita e ciò può avvenire solo se questi impara ad apprendere dai suoi errori.

Quindi, la congruenza diviene fondamentale nel responsabilizzare l'individuo, poiché permette alla persona, da un lato, di porre eventuali limiti, e, dall'altro, di conservare la capacità di accettare incondizionatamente i sentimenti sottostanti: "mamma e papà sono figure simboliche della famiglia... [...]. La funzione materna riguarda l'accudimento, la sopravvivenza, la nutrizione, mentre la paterna è la tutela, la protezione ma anche la proibizione [...]. La difficoltà a non sentirsi dire "no!"è un punto fondamentale con cui si confrontano i ragazzi in adolescenza" (Rodriguez in recalcati, 2011, pag. 162).