Un crescente numero di persone si confronta nella propria vita con eventi gravi e altamente stressanti, che possono rappresentare veri e propri traumi, in grado di incidere negativamente sulla salute psichica e fisica; numerose solo le ricerche incentrate sulle conseguenze psicologiche degli eventi traumatici.

Ma, negli ultimi anni, è emerso un interesse verso il funzionamento umano positivo e così sono aumentati gli studi che mirano al riconoscimento degli elementi trasformativi positivi del trauma definiti come “crescita post-traumatica”: l'esperienza soggettiva dell'individuo di un cambiamento psicologico positivo che si manifesta in seguito al misurarsi con circostanze di vita altamente sfidanti (Tedeschi e Calhoun, 2004).

Infatti è possibile trasformare un'esperienza di sofferenza e il dolore che porta con sé, in uno stimolo al miglioramento; tre le aree che sembrano essere principalmente coinvolte nei cambiamenti positivi possibili: percezione di sé (es. consapevolezza di sé, delle proprie risorse e capacità); relazioni interpersonali (es. amplificazione dell'empatia e maggior capacità di manifestare con fiducia le proprie emozioni e di apprezzare l'aiuto e la vicinanza degli altri); filosofia di vita (es. trasformazione degli atteggiamenti nei confronti della vita e della scala di priorità di valori).

Lo studio dei processi sottesi a tali cambiamenti psicologici positivi, può offrire implicazioni importanti per interventi volti a promuovere la crescita post-traumatica nelle persone che hanno subito un trauma e affrontato situazioni altamente difficili: elaborare, comprendere e integrare nella propria esperienza un evento negativo e permettere una crescita personale che non nega la sofferenza ma pone attenzione alla sua valenza trasformativa.