Negli ultimi tempi, soprattutto a seguito della rivoluzione sessuale, l’identità maschile, è stata oggetto di infiniti studi di  psico-sessuologia,  di antropologia, di leggende metropolitane sul concetto di mascolinità e di tanto altro.

L’identità maschile segue percorsi totalmente differenti da quella femminile, che in generale, sembra invece essere dalla piu'  semplice costruzione.

La donna nasce e cresce seguendo le orme comportamentali materne, passa da un processo imitativo ad uno identificativo, osservando senza grandi difficoltĂ  come si fa a diventare "femmina".

La bambina, gioca ad indossare le scarpe con i tacchi della madre, si attarda davanti allo specchio, giocando con i trucchi, gioca a pulire casa, a fare la spesa, a mamma e figlia, ecc.... tutta una serie di giochi simbolici, che preparano alla vita da future "piccole donne" .

  • La prima tappa simbolica della donna, che correla al passaggio alla vita adulta è il menarca, lieto evento di cui la madre fiera, diffonde la notizia a familiari ed amici cari, comunicando appunto che la propria figlia è diventata "adulta".

L' uomo invece, durante la sua crescita psico-sessuale, va incontro a tutta una serie di percorsi ad ostacoli, riguardanti l'identitĂ  di genere e, dalla totale assenza di rituali simbolici e rassicuranti.

  • La prima tappa è prendere le distanze dalla figura materna, identificarsi in quella paterna ed obbligatoriamente fare giochi da "maschio", con armi, pistole, spade e giochi di guerra.

Solitamente, quando tutto questo non avviene, i genitori vengono colti da attacchi acuti di ansia circa l'orientamento sessuale del figlio maschio.

Fin dalla nascita diventa di fondamentale  importanza il rapporto, che il piccolo instaurerà con i genitori o con chi si prenderà cura di lui. Dal punto di vista psicologico infatti, l’identità sessuale maschile si struttura attraverso due meccanismi:

  1. l’ identificazione con il padre, purché il rapporto sia empatico, sano, affettuoso e continuativo.
  2. la complementarietà  con la figura materna .

Un disturbo di queste fondamentali interazioni, specialmente se associata ad anomalie genetiche e/o endocrine, può alterare lo sviluppo psico-sessuale fino a determinare veri e propri disturbi relativi all’identità (disforie di genere).

La pubertà è un’altra fase della vita molto importante, sia per i ragazzi, che per le ragazze, in quanto compaiono le prime tanto attese, modificazioni corporali, cioè i  caratteri sessuali “secondari”.

La comparsa della peluria, una lieta anticipazione della futura barba,  lo sviluppo muscolare e osseo, la modificazione della voce, da acerba a roca e finalmente ferormonica, le frequenti erezioni spontanee a conferma di mascolinità e potenza sessuale e la comparsa delle polluzioni notturne, oltre che le modificazioni della secrezione sudoripara e sebacea. Dal punto di vista psicologico e sessuale,  l’adolescenza poi, si presenta come una fase di grande vulnerabilità.

I giovani di oggi, apprendono tutto quello che riguarda la sessualitĂ  online, con un'assidua frequentazione di siti pornografici , che hanno la funzione di formare ed informare, quasi come fossero dei clinici su temi tanto complessi, quanto delicati riguardanti la sessualitĂ  umana.

Da clinico che si occupa di sessualitĂ , credo che il crescente aumento di disfunzioni sessuali, con esordio giovanile, di confusioni circa l' orientamento e l' identitĂ  sessuale, sia il frutto di una totale latitanza educativa riguardante l' educazione emozionale e sessuale.

Giovani di oggi ed adulti di domani piu' consapevoli, informati e formati, saranno ragazzi sereni, appagati e responsabili, per poter avere un rapporto appagante con se stessi e con l' altro sesso.