Dal punto di vista antropologico, il concetto di intimità si è profondamente modificato, passando da epoche deputate a tutelare l’intimità, fino ad arrivare all’avvento della tecnologia, che ne ha amplificato e stravolto il significato.
Dalle lettere d’amore, che contenevano timide emozioni, desideri e fantasie, blindate dal sigillo in cera lacca, con il logo di famiglia, siamo arrivati alle emozioni esposte nella bacheca di facebook, luogo pubblico a cui tutti gli iscritti hanno accesso e possibilità di visione e condivisione.
Il moderno effimero mercato delle frequentazioni, ha totalmente stravolto il significato di intimità, facendolo transitare dal concetto di “privato” a quello di “ pubblico”.
L’intimità è solitamente basata su una relazione privilegiata e segreta, un lusso affettivo, da condividere con pochi eletti e, soprattutto una dimensione della relazione che si conquista e costruisce lentamente e poco per volta.
La condivisione dell’intimità, dal punto di vista psicologico, necessita il superamento di alcune paure ataviche, come la paura della fusione con il mondo dell’altro, la paura di svelarsi troppo, di divenire troppo vulnerabili e di non sentirsi adeguati..
Gli adolescenti, per età e cultura, hanno necessità di appartenere al gruppo( reale o on-line), appartenenza che conferisce loro conforto, riscontro, identificazione, praticamente identità; esistono se sono visibili e, per essere visibili devono necessariamente uniformarsi al gruppo di pari.
Internet, rappresenta una “finestra percettiva” sul mondo, che tutto offre, ma niente spiega, creando in un’età di grandi vulnerabilità e tumulti dell’anima, confusività e necessità di omologazione.
I genitori, sono spesso fuori campo rispetto alle emozioni ed alla sessualità dei loro figli, non vengono quasi mai coinvolti, sia per pudore che per difficoltà di comunicazione, a meno che non ci siano guai sessuali in vista. Gli insegnanti, non hanno né lo spazio mentale, né temporale, tra lezioni e programmi scolastici, per affrontare tematiche inerenti la sfera dell’emotività e sessualità, la scuola di oggi è scarsamente sessuata, non riuscendo ad offrire ai giovani , informazione ed elementi di prevenzione.
La fatidica “prima volta”, viene svuotata di significato, e la sceneggiatura erotica, non sarà differente dai modelli telematici.
Disinibizione, emozionalità, seduzione, curiosità, immaginazione, illusione, sono questi gli scenari emozionali dell’eros al computer.
C’è una vita oltre il monitor ?
Per gli adolescenti, vivere le proprie emozioni, corporeità, sensorialità, gli impacci di un corpo che cambia , che sentono frequentemente estraneo, diviene spesso difficoltoso ed un percorso irto di difficoltà sia emozionali, che relazionali.
Dietro il display, si celano spesso emozioni contrastanti, ambivalenti e cariche d’angoscia; il p.c., diviene spesso una trincea difensiva, che nasconde un quadro di solitudine affettiva ed un frequente autismo tecnologico.