La memoria umana non è statica, come un magazzino nel quale si ripongono e prelevano i ricordi, ma il suo funzionamento è estremamente dinamico e legato sia al contesto situazionale ed emotivo, sia alla qualità e quantità di rievocazioni che sono già avvenute di uno specifico ricordo.

Chi studia il fenomeno della testimonianza in ambito giuridico (Psicologia della testimonianza) sa bene che assistere ad un evento non significa essere in grado di rievocarlo oggettivamente. Il ricordo diventa sempre meno accurato e più distorto e lacunoso quanto più tempo è trascorso dall'evento stesso e soprattutto quante più volte la persona ha ricostruito il fatto avvenuto, perchè ogni volta che si ricorda qualcosa ci si basa automaticamente sul ricordo richiamato alla mente la volta prima, e non sul ricordo originario.

Una ricerca finlandese ha dimostrato che si può rendere neutro un ricordo sgradevole appena formato se si interviene adeguatamente, senza lasciare che il contenuto episodico ed emotivo si consolidino nella memoria. Sfruttando il fisiologico meccanismo di "rievocazione della precedente rievocazione" di un ricordo (e non del ricordo di partenza) è possibile abbattere, rievocazione dopo rievocazione, la carica emotiva di uno stimolo negativo e renderlo incapace di provocare emozioni negative, come la paura.

Nello studio in questione un'immagine neutra era stata resa emotivamente carica (spaventosa) presentandola ai soggetti accompagnata da una scarica elettrica: rivedendo l'immagine le persone che avevano subito questo trattamento avevano naturalmente paura, ma ripresentandogliela più volte (senza la scarica elettrica) l'attivazione emotiva che suscitava si rendeva sempre meno importante fino a scomparire. Tutto questo è avvenuto in un tempo ristretto, senza che il soggetto avesse modo di consolidare la memoria traumatica e di trovarsi quindi nelle condizioni di spaventarsi alla successiva presentazione del medesimo stimolo.

L'esperimento ha utilizzato uno stimolo neutro, ma il meccanismo studiato e le possibilità di intervento indagate aprono la strada alla creazione di nuove tipologie di intervento nella riabilitazione precoce dei soggetti traumatizzati e nella terapia dei disturbi fobici.

 

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