Ormai dalla fine degli anni '70 c'è un concetto che ha cambiato il modo di guardare ai problemi dell'uomo: è il concetto di Tentata Soluzione Disfunzionale.

"Eh? E cosa avrebbe cambiato? Io mica l'ho mai sentito prima..."
Vero, spesso idee e concezioni innovative cambiano il nome mano a mano che passano di bocca in bocca, di ambito in ambito, di contesto in contesto. E inoltre concetti e strumenti che producono effetti concreti e che danno ottimi risultati vengono poco considerati dalla mentalità dominante, che fatica a comprenderli. Ricorda un po' quello che diceva Albert Einstein: "Occorre un nuovo modo di pensare per superare i problemi causati dal vecchio modo di pensare".

E' anche vero che questo atteggiamento difensivo è utile, in prima istanza. Quante volte sentiamo gridare al miracolo per via di importanti scoperte che, nel migliore dei casi, di lì a poco vengono ridimensionate drasticamente? Solo fino a qualche mese fa si pensava di aver scoperto particelle più veloci della luce, con la prospettiva di una crisi globale nel mondo della fisica, e invece...

"Cos'è allora che determina se un nuovo strumento o una nuova teoria sono valide?"
La prova sul campo a lungo termine, alla fine dei conti. O, come diceva Gregory Bateson: "Non c'è nulla più pratico di una buona teoria", che comporta l'applicazione pratica dei presupposti teorici per testarne la validità.

"E quindi le Tentate Soluzioni?"
Sono state frutto di studi approfonditi dei sistemi cibernetici (cioè di tutti quei sistemi capaci di autoregolarsi e autoorganizzarsi, come ovviamente sono gli esseri umani) e di costanti ricerche e applicazioni nel campo della psicoterapia, ma la loro forza si è confermata nell'utilizzo in campi e ambiti diversi.
La sostanza di questo costrutto è che nel momento in cui abbiamo un problema mettiamo in atto tutta una serie di soluzioni ma, spesso, quando queste non funzionano continuiamo ad applicarle incessamente. Magari ne cambiamo la forma, ma la sostanza rimane identica.

"E perché continuiamo a metterle in atto?"
Perché hanno funzionato in passato, o perché hanno funzionato in altre situazioni, o perché cambiare ci appare impossibile. Studiare come i problemi si formano e si mantengono ha portato a capire che spesso proprio questi tentativi di soluzione finiscono per mantenere o peggiorare il problema.

Un esempio sono i genitori di una ragazza anoressica che, in buona fede e con le migliori intenzioni, insistono affinché lei mangi di più, ma questo non fa altro che farla irrigidire ancora di più sulle sue posizioni.
Oppure il caso del manager di un'azienda che ha grandi competenze e capacità, spiccando su tutti e mettendole in mostra anche davanti ai suoi superiori per farsi vedere capace e produttivo. Questi, "stranamente", rispondono con poca convinzione, addirittura svalutandolo. Il manager allora insiste ancora di più a far vedere i suoi pregi e meriti suscistando però ancora più chiusura nei superiori.
E che dire di chi, convinto che gli altri ce l'abbiano con lui, guarda fisso negli occhi tutti gli sconosciuti che incontra, finendo per ricevere occhiatacce che confermano la sua convinzione?

Questi sono alcuni esempi di Tentate Soluzioni Disfunzionali, riportati volutamente in diversi campi. Studiosi e ricercatori, per lo più partiti dal filone terapeutico definito "approccio strategico", hanno poi applicato questa concezione in più ambiti: nella psicoterapia, naturalmente, ma anche nel counseling, nel coaching, nell'intervento aziendale, nella mediazione familiare, nelle dinamiche di coppia, nel lavoro con le scuole... dimostrando la vasta applicabilità del costrutto e ottenendo risultati notevoli.

Per tutti noi, partire dall'analisi delle Tentate Soluzioni che mettiamo in atto di fronte a un problema può essere un produttivo allenamento per vedere cosa funziona e cosa no, in modo da darci la possibilità di innescare un primo piccolo cambiamento che possa portare a un grande cambiamento.

A cura del Dott. Flavio Cannistrà
psicologo a Monterotondo e a Roma
www.lostudiodellopsicologo.it

 

Riferimenti bibliografici
Di seguito riporto una bibliografia non esaustiva sull'utilizzo del concetto di Tentata Soluzione Disfunzionale per la risoluzione di problemi in più contesti. Molti di questi libri sono scritti dai membri del Centro di Terapia Strategica sparsi per l'Italia, poiché sono stati loro a innovarne ed espanderne l'applicabilità negli ultimi venticinque anni.

Barsoni, A., Desideri, G. (2011). Stalking. Milano: Ponte alle Grazie.
Milanese, R., Mordazzi, P. (2007). Coaching strategico. Milano: Ponte alle Grazie.
Nardone, G. (1998). Psicosoluzioni. Milano: Ponte alle Grazie.
Nardone, G. et al. (2001a). La terapia dell'azienda malata. Milano: Ponte alle Grazie.
Nardone G. et al. (2001b). Modelli di famiglia. Milano: Ponte alle Grazie.
Nardone, G. (2003). Al di là dell'amore e dell'odio per il cibo. Milano: Ponte alle Grazie.
Nardone, G. (2009). Problem solving strategico da tasca. Milano: Ponte alle Grazie.
Watzlawick, P. (2007). Guardarsi dentro rende ciechi. Milano: Ponte alle Grazie
Watzlawick, P. et al.(1974). Change. Sulla formazione e la soluzione dei problemi. Roma: Astrolabio.

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