I media, come ben sappiamo, contribuiscono a veicolare informazioni che nel tempo diventano una sorta di vangelo e, soprattutto, vengono interiorizzate da giovani e non.
La tv ospita esclusivamente donne belle, giovani, ben fatte, spesso appariscenti e seduttive ed aderenti a canoni estetici universalmente riconosciuti; sembra infatti che bruttezza, disabilità e vecchiaia non siano affatto contemplate e non si sposino affatto con possibili immagini da mandare in onda.

Il messaggio che passa, tra veline, letterine e simili è che, mediante la bellezza e la capacità seduttiva si possa arrivare ovunque, a ricoprire incarichi di politica a saltellare sui banconi di striscia la notizia, ad avere un lavoro, ecc…
Le donne nel tempo e soprattutto in tv, hanno ricoperto ruoli marginali, da “vallette mute e semi-nude”, spesso sgrammaticate ed extra-comunitarie, a bambole quasi tutte uguali, che fungono da corollario a presentatori o ad attori.
Un esempio ricorrente è Sanremo, il festival della canzone italiana, frequentemente presentatori maschi, hanno a loro fianco vallette semi-mute, con scarsa iniziativa, dall’italiano poco agevole, ma bellissime e giovanissime.

Il corpo delle donne, ha sempre avuto un “ruolo centrale”, come se donne brutte ma colte, in sovrappeso ma pensanti, non potessero essere modelli identificativi adeguati.
La donna in tv deve aderire a modelli estetici ben chiari, non è mai stato indispensabile che fosse qualificata sul piano della formazione o della competenza, ma che avesse un bel viso ed un bel corpo, sicuramente sì.

Un adolescente trascorre molto del suo tempo davanti alla tv e davanti al pc, interiorizzando, lentamente, ma costantemente, modelli estetici chiari e precisi.
Il corpo femminile, sin da giovanissime, deve essere obbligatoriamente “erotizzato”, essere cioè sede di fascinazione e di seduzione.

L’amore ed il rispetto per il corpo, sono elementi per una “sana identità”, argomentazioni spinose se trattate in età adolescenziale, luogo simbolico di attacco acuto e modificazione continua del corpo.
Il corpo infatti, non viene quasi mai accettato dagli adolescenti, diventa un mezzo di comunicazione del disagio, della rabbia, del dolore, dei conflitti inespressi e, soprattutto palcoscenico di modifiche in funzione dei “modelli estetici” proposti dai media.
Da psicologa che si occupa stabilmente di sessualità, uno dei miei obiettivi è l’educazione emozionale e sessuale, percorso formativo, che passa dal rapporto che i giovani hanno con la loro fisicità.

Cos è, per esempio, un corpo erotico?
Il corpo proposto dai mass media per esempio non è un corpo erotico, è invece un corpo abusato, non rispettato, profanato nella sua unicità, omologato e modificabile in funzione degli obiettivi da raggiungere, spesso di tipo sessuale-professionale.
Mediante il corpo, si può accedere al potere, al sesso ed al successo!

Al congresso dell’Aispa, società presieduta dal Prof.Willy Pasini, svoltosi a Milano in Ottobre c.a, sono state magistralmente affrontate le problematiche inerenti i messaggi che i media propongono .
La dottoressa Lorella Zanardo, in una sua bellissima relazione ha fatto una carrellata storica, durante la quale metteva in evidenza come anche i giocattoli hanno cambiato veste:

  • negli anni quaranta, veniva proposto ed abbondantemente venduto “Cicciobello”, un bambolotto da accudire, coccolare e nutrire, era un chiaro “avvio ai giochi di ruoli, come per esempio fare lamamma ”.
  • negli anni settanta, spopola la Barbie, una bella giovane signora, ben curata e vestita, nella quale migliaia di bambine si sono identificate nelle loro fasi di crescita.
  • nel duemila nasce la Brazz, giovane e bella ragazza che ama fare esclusivamente shopping e si dedica costantemente alla cura del corpo, per diventare poi una futura “ modella”.

Lentamente ci accorgiamo, di come anche l’infanzia, luogo simbolico deputato al gioco, alla scoperta di sé, ai giochi di ruoli, alle manipolazioni, all’esplorazione dell’ambiente, sia stata abbondantemente erotizzata, per avere sempre più frequentemente bambine travestite da piccole donne, truccate, abbigliate, smaltate... che non giocano a fare le grandi, ma si identificano precocemente in corpi di donne navigate e chiaramente seduttive.

Il messaggio che passa è forte e chiaro: il modo migliore, scevro da fatiche e, soprattutto più rapido per fare successo è la seduzione, la fisicità e la visibilità.

Un primo passo verso un’educazione erotica, è quello di insegnare ai giovani a prendere la distanza dal modello estetico imperante, far sì che si possano riavvicinare al concetto soggettivo di bello e riappacificarsi con un corpo sia esteriore che interiore, che durante quella fascia d’età viene considerato brutto ed inadeguato, soprattutto per temi che attengono alla sessualità, al fine di poter sempre integrare le tre “C” della sessualità: corpo, cuore e cervello.

Bibliografia

  • “Il corpo delle donne” Lorella Zanardo Feltrinelli 2009
  • “sex and the sicily” Novecento Valeria Randone 2012
  • “La fine del desiderio, riflessioni sulla pornografia.” Mondadori Michela Marzano 1012