Che cosa sono le carezze? Sono forme di riconoscimento essenziali per la nostra crescita psicofisica. Attraverso le carezze sentiamo innanzitutto di esistere e che l’altro esiste. Sentiamo, inoltre, di avere un valore e di essere importanti.

Da neonati riceviamo carezze essenzialmente fisiche, stimolazioni tattili e calore, da chi si prende cura di noi, poi, via via che cresciamo riceviamo sempre più carezze simboliche come gli elogi, le conferme, le approvazioni.

Queste carezze ci fanno sentire Ok. Le carezze, però, non sono solo positive. Quelle negative sono le accuse, gli insulti, gli scherni. Si tratta di forme di svalutazione che ci trasmettono il messaggio di non essere ok.

Noi abbiamo bisogno di carezze per sopravvivere. Ne abbiamo tanto bisogno che vale il principio per cui meglio una carezza negativa che nessuna carezza. Così, sin da piccoli apprendiamo a ripetere tutti quei comportamenti che ci consentono di ricevere carezze positive. Se tuttavia viviamo in un ambiente carente di carezze positive, tenderemo allora a ricercare le carezze negative come unica possibilità che abbiamo di sentirci riconosciuti.

La nostra capacità di dare e ricevere carezze da adulti è influenzata dall’esperienza di carezze fatta da bambini. Come sostiene Claude Steiner, esiste una forma di “economia delle carezze” tramandata di generazione in generazione per tenere sotto controllo il comportamento dei bambini. Ci è stato insegnato a ricercare le carezze nei modi voluti da mamma e papà e a rincorrere affannosamente le carezze negli stessi modi per tutta la vita. Se, per esempio, abbiamo difficoltà a riconoscere meriti all’altro è perché da bambini non abbiamo ricevuto i giusti meriti. Ci siamo abituati, cioè, a trattenere carezze positive e ad accontentarci di quelle negative.

In realtà le carezze sono disponibili in quantità illimitata e noi possiamo dare e prendere carezze tutte le volte che lo vogliamo perché esse non finiranno mai. E’ importante chiedere carezze, perché le carezze che otteniamo chiedendo hanno lo stesso valore di quelle ottenute senza chiedere. Ed è importante fare carezze non solo agli altri ma anche a noi stessi e riconoscere il nostro valore.

Per riprenderci la nostra consapevolezza, spontaneità ed intimità dobbiamo liberarci dell’addestramento restrittivo che abbiamo ricevuto ed accedere liberamente allo scambio di carezze.

Cinque regole per un’adeguata gestione delle carezze:

1) Dai carezze quando ne hai da dare

2) Chiedi carezze quando ne hai bisogno

3) Accetta carezze se le vuoi

4) Rifiuta carezze quando non le vuoi

5) Dai carezze a te stesso