Spesso un paziente racconta un sogno (oppure un piccolo sogno) in terapia,un sogno dove gli elementi di quel sogno in terapia della Gestalt rappresentano una retroflessione (Transfert) indirizzate verso il terapeuta, ciò che il pz non dice al Terapeuta e nemmeno riesce a dire, sono paure immaginarie,queste sono materiale su cui lavorare in Gestalt Therapy. (Vedi Perls Isadore Fromm)

Il sogno raccontato al terapeuta della Gestalt è un momento dove Il Sè decide di aprirsi, si svela nel qui ed ora,dove i bisogni e intenzionalità vengono riattualizzate. Un momento che se usato bene porta ad una integrazione delle parti. Nel sogno diceva Perls abbiamo parti di noi proiettate parti di noi frammentate e alienate che chiedono di essere viste consapevolizzate ed integrate. (Per la parte teorica vedere La bibliografia).

 

Nello spiegare come sciogliere una retroflessione che altrimenti sarebbe stata li sepolta e chissà quando risollta con altri approcci vi descriverò il caso di un Paziente e l’intervento effettuato con la parte del sogno.

Il paziente ha quasi 40 anni viene nel mio studio perchè soffre di ansia,ha fatta molta terapia anni fa ma non ha avuto molto successo. Ai miei occhi mi si presenta un uomo di bell’aspetto,mi colpisce di lui la sua altezza, e la sua insicurezza nel descriversi come bisognoso, e dice di non affidarsi molto del mondo e degli altri.

Viene da una Famiglia dove ha ricevuto poco accudimento perchè ha una madre che ha dei sintomi di tipo depressivi. Quindi è dovuto crescere in fretta e ha imparato ad accudirsi da solo (ipotizzo io),infatti si appoggia molto sulla sua funzione personalità (Ruolo che occupa nella Società). Sa fare bene molte cose lavora e suona e canta In un gruppo Musicale.

Parla del padre in modo freddo e distaccato perchè non si è sentito molto amato da lui,mi dice che ha scelto un terapeuta maschio perchè sentiva il bisogno di un energia, maschile cosa che mi commuove.

Ha una relazione stabile da qualchè anno ma che ha paura che possa fallire perchè di solito lui scappa prima,la paura che sente è quella di non sentirsi adeguato e in grado di mantenere una relazione amorosa, lunga e felice. Si presenta quindi come persona chiusa nelle relazioni intime.

 

Il colloquio oppure la seduta

Siamo alla 4 seduta, mi porta un sogno mi dice che lo ha sognato questa settimana, ha sognato di passare davanti ad una chiesa dove c’erano altri ragazzi come lui, erano suoi conoscenti ragazzini come lui, avranno avuti più o meno la sua età,12 oppure 13 anni. Lui passa vicino e li saluto frettolosamente perchè sa e pensa che se si ferma loro potrebberò prendere in giro con dei nomignoli, che lui ha sempre sentito da bambino nella sua vita reale Quindi nel (Là ed Allora) e ricorda cosi dei episodi di vergogna.

La vergogna quelle stessa esperienza che evita di cui ha paura, che lo fa sentire incapace di un rapporto amoroso intimo.

Mantenendo in mente la prospettiva del Campo fenomenloogico (Lewin) e di uno dei fondatori della Gestalt (Isadore Fromm) decido di azzardare e chiedere a lui non di interprettare tutte le parti del sogno, (Gestalt Californiana Viscerale) oppure di fare una interprettazione Psicoanalitica ( Psicoanalisi) ma di usare i sogno fenomenologicamente come strumento di svelamento della nostra relazione terapeutica.

Cosi li dico:

Terapeuta: In che modo io posso rappresentare quel gruppo di ragazzini,quelli che ti potrebberò prendere in giro? Riformulo meglio più direttamente, In che modo io sono stato come quel gruppo di ragazzini ?

Paziente: Beh... non so fammi pensare, tu potresti avere contribuito ... No,No penso che tu non hai contribuito ma sto penso ad una paura che ho..( vedesi qui l’apertura verso il terapeuta).

T: Qual’è questa paura? (La Retroflessione è proprio questa paura, quella che non dice)

Pz: La paura che ho è che tu mi possa prendere in Giro come hanno fatto con me da bambino chiamandomi,per nomignolo (....) mi vergognavo di avere quel cognome... Piange si commuove e mi rivela che si è sentito non amato, non accettato è stupido nei confronti degli altri. Nel qui ed ora ha la stessa paura che questo possa accadere con me. (Il bisogno si riattualizza nel qui ed ora pronto per essere portato a termine). Mi rivela il desiderio è la paura di affidarsi nelle mie mani,mani in cui riposare, essere visto ed amato per quello che è; Non per quello che fa. Riporta nel setting Terapeutico questo bisogno non ascoltato e non accudito... Lo rassicuro che potrà ritornare da me ogni volta che vuole e che io per lui ci sono!

Riflessioni: Mi meraviglio sempre di più della potenza e forza del modello gestaltico, un modello contestuale e fenomenolgico dove non si esclude dal setting terapeutico il ruolo che copre il terapeuta,un terapeuta attivo,dove i vissuti emozionali del paziente si riattivano anche nel terapeuta reale dove insieme costruiscono una danza terapeutica. Dove Il Tu ed Io sono e vengono trasformati in un Noi. Noi intesa come novità... Nel esserci con L’altro da me e dic ui mi possa affidare.

 

Bibliografia:

  • Qui ed ora Riflessioni Autobiografiche Edizione Sovera.
  • La Terapia della Gestalt Parola per parola Edizioni Astrolabio.
  • Il Now For Next (La psicoterapia della Gestalt raccontatta nella Società Post moderna) Edizione Franco Angeli .

 

A Cura del Dr.Elton Kazanxhi
Psicologo,Specializzando in Psicoterapia della Gestalt
Director dell A.G.I. ( Albanian Association Gestalt Institute)
www.terapiapsicosomatica.com
Facebook: Albanian Gestalt Institute