Una 14enne del milanese ha trovato la forza di denunciare il pedofilo che la molestava da quando aveva 8 anni e ha iniziato a raccogliere prove utili per la denuncia dopo aver visto questo servizio delle Iene:

www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/163258/trincia-uno-psichiatra-molestatore.html

La ragazzina ha subito in silenzio per 6 anni, terrorizzata dal pensiero di non essere creduta e dalle minacce dell’uomo che utilizzava bastoni e coltelli per spaventarla.

E’ stata molto coraggiosa e il pedofilo è stato condannato, ma se non avesse preso lei questa iniziativa gli abusi sarebbero probabilmente continuati e nessun’altro sarebbe intervenuto: di fronte a fatti di questo tipo non si può non chiedersi come a volte nessun adulto si accorga di nulla. In questo modo il minore, maschio o femmina che sia, resta solo a vivere un dramma reso ancor più difficile da sopportare dalla consegna del silenzio che il molestatore impone con le minacce.

 

Eppure i segni sono visibili, non solo fisicamente: quando un bambino o una bambina sono stati molestati da un pedofilo possono presentare segni fisici, cambiamenti nel comportamento e nell'umore, sintomi ansiosi, disturbi di sonno e alimentazione.

Per una rassegna completa degli indicatori di abuso si veda www.sosinfanzia.org/fileformazione/Gliindicatoripsicologicimedicolegali.htm

 

Il trauma dell’abuso sessuale può essere taciuto per decenni, ma a volte purtroppo quando i bambini provano a raccontare quello che sta succedendo gli adulti non sono disposti a credere alle loro parole, come se fosse plausibile che bambini di pochi anni inventino a cuor leggero abusi la cui possibile esistenza non dovrebbero nemmeno conoscere. (Detto per inciso, un minore che mai inventasse di aver subito abusi soffrirebbe di serie difficoltà psicologiche e necessiterebbe di aiuto specialistico.)

Capita purtroppo che gli adulti non vogliano credere che gli abusi siano davvero avvenuti perché, se si fidassero delle parole che ascoltano, dovrebbero procedere con una denuncia contro il molestatore, spesso un coniuge o parente stretto, iniziare un iter legale poco piacevole e soprattutto ammettere di non essersi accorti di nulla e aver riposto fiducia nella persona sbagliata, ma anche rivoluzionare la propria vita in particolare quando il molestatore è il coniuge.

 

Si può solo immaginare come si possa sentire una figlia che raccontando alla madre di aver subito degli abusi fosse da lei messa a tacere: l’adulto che non ascolta e lascia che un minore continui a subire abusi si rende complice dell’abusante, e causa un ulteriore trauma al bambino o bambina, che non saprà più fidarsi degli altri e recepirà il messaggio che non può aspettarsi di ricevere aiuto.

 

A volte una madre non vuole credere che un figlio sia stato abusato perché è stata a sua volta molestata in età più o meno tenera e le sembra di rivivere il trauma, ma può anche succedere che la stessa persona che ha abusato di lei abusi anche dei suoi figli.

Quando infatti l’abusante è il genitore della madre, divenuto nonno può abusare dei nipoti esattamente come un tempo abusava della figlia: è purtroppo accaduto più volte che donne che non avevano denunciato il proprio padre abusatore l’abbiano dovuto fare dopo che si sono accorte che il nonno stava prendendo di mira anche i nipotini.

 

Trovare il coraggio di denunciare non è facile, e la maggior parte delle vittime non lo fa.

Il coraggio della ragazzina è stato importante anche perché è stata spinta a denunciare dalla consapevolezza che il pedofilo stava iniziando a mettere gli occhi addosso ad un’altra bambina, che sarebbe diventata la sua prossima vittima.

http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/11_gennaio_11/pedofilia-orco-milano-181237909497.shtml