I guru della finanza, solitamente affermano: "pensare da ricchi rende ricchi" facendo, il più delle volte, appello a fantasiose teorie su "la legge dell'attrazione", ed evidenziando i percorsi, reali, di gente che ha saputo costruire, dal nulla, il proprio patrimonio economico. Cambiare le sorti del proprio percorso finanziario è certamente possibile, ma occorre attivarsi; non basta il pensiero. Così la "legge dell'attrazione," in ambito finanziario, può essere semplicemente spiegata tramite l'ormai ben noto effetto della profezia che si autodetermina. Mentre i messaggi espressi dai sostenitori di queste fantasiose teorie, basate sul pensa in positivo che l’universo ti aiuta, possono essere, in termini pragmatici, così tradotte: datti da fare che l’impegno paga. Se non è vero che il sol pensare da ricco rende ricchi poiché bisogna, al pensare, aggiungere il fare, è vero, però, il contrario: pensare da povero rende povero poiché questo pensiero, richiama, inevitabilmente, il non fare.

Ma per darsi da fare sarà necessario conoscere, innanzitutto, le trappole di quei comportamenti che, in ambito finanziario, mantengono congelati in una situazione di stallo se non, addirittura, determinando una condizione cronica di perdita economica. Ed è qui che entriamo nel campo della psicoterapia dei comportamenti finanziari. Tutti sentiamo parlare di disturbi della condotta, del comportamento alimentare, ma seppur esistenti e tangibili come quest’ultimi, pochi hanno sentito parlare di disturbi dei comportamenti finanziari; ossia quella serie di comportamenti disfunzionali in grado di mantenere un individuo, una famiglia e, addirittura, un’intera comunità, in una condizione economica precaria senza dar loro la possibilità di risollevare le proprie sorti finanziarie.                      

Così come un bulimico, nel tentativo di mantenere il peso, mette in atto una serie di tentate soluzioni che, in realtà, mantengono in vita il problema senza risolverlo, le disfunzioni dei comportamenti finanziari fan si che, nonostante tentativi disperati di un guadagno maggiore, ci si trovi sempre nelle stesse condizioni. Difficoltà di gestire le entrate rispetto alle uscite, convinzioni irrazionali sul denaro, condizionamenti culturali e mancanza di informazioni finanziarie, rappresentano quelle condizioni necessarie che spingono verso mosse scorrette (debiti, investimenti ciechi, acquisto di beni inutili, ecc.) che mai potranno influenzare, positivamente, il destino economico di un sistema.

Questo lavoro, attraverso il percorso del protagonista, evidenzia, in modo pragmatico, cosa può mantenere congelati in una condizione economica precaria e quali sono le mosse corrette che possono ribaltarla. Non una fantomatica ricetta della ricchezza, ma un messaggio che deve stimolare verso due concetti cardini della finanza: attivazione e pianificazione.

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