Prendendo come spunto lo studio evidenziato dal Dott. Giulio Biagiotti ho deciso di scrivere questo blog per confermare come siano in aumento le problematiche di deficit erettile (DE) “situazionale”.

Innanzi tutto spieghiamo che quando parliamo di DE ”situazionale” ci riferiamo a problematiche erettive che si presentano solo in particolari situazioni ambientali o emotive (ad esempio solo il giorno in cui si decide di fare l’amore per procreazione e non invece quando si decide di fare l’amore per... piacere).

Coppie che normalmente hanno rapporti sessuali senza difficoltà di nessun genere , quando decidono di avere un figlio e quindi far funzionare la loro sessualità solo nel periodo “fertile” cominciano ad accusare, soprattutto gli uomini, problemi di ordine ansiogeno.

Fare l’amore perde quel senso ludico e di piacere per diventare un semplice atto tecnico.

Molti, in modo erroneo, decidono di concentrare la loro attività sessuale solo in determinati giorni del mese escludendone  altri. In una situazione del genere quello che sfugge è il non pensare che man mano che si avvicinano i “giorni giusti” il livello di ansia sale vertiginosamente e la probabilità di un insuccesso sale ancor di più.

Un’assenza di DE  prima della decisione di avere un figlio diventa, man mano, un disfunzione erettile “situazionale” per trasformarsi successivamente – se non presa in tempo- in una vera problematica di disfunzione erettile con  possibile perdita di desiderio sessuale  da parte dell’uomo.

Le coppie intervistate nello studio preso in esame dal Dott. Biagiotti, dichiaravano una bassa percentuale di rapporti mensili ma, nonostante ciò, il problema  non era capirne il perché ma quale altra strada  seguire per soddisfare  il  proprio desiderio (o bisogno) materno e paterno.

Spesso abbiamo ripetuto, io e i miei colleghi, che le problematiche sessuali possono essere sintomo di qualcosa che all’interno della coppia non va.

Rispetto a ciò, credo possa essere importante, prima di avviarci nella ricerca di un figlio, valutare la propria relazione di coppia e confrontarsi con eventuali “problemi “ non risolti.

Questo pensiero è valido anche in quelle coppie in cui la sessualità è più frequente ma la mancanza di una comunicazione o di informazione potrebbe portare anche alla rottura della coppia stessa.

Come si evince anche da alcuni consulti richiesti su Medicitalia la ricerca “ossessiva” di avere un figlio potrebbe portare l’uomo- nel momento in cui i diversi tentativi vengono falliti – a chiudersi in se stesso con conseguenze anche nella coppia.

A volte, in situazioni del genere, chiedere aiuto potrebbe aiutare i partner ad un confronto più profondo con la possibilità di affrontare quei stati d’animo che accompagnano le persone dopo i diversi tentativi non andati a buon fine.