I figli nella loro camera sono al sicuro?

E se si collegano ad Internet?

Come essere vigili senza opprimerli?

 

Al sicuro nella loro camera?

Più del 60% dei bambini e adolescenti frequenta le chat quotidianamente, talvolta per svolgere i compiti delle vacanze, frequentemente per incontrarsi con “amici” o ritenuti tali.

I genitori sono tranquilli vedendo i figli nella loro stanza, al riparo dai pericoli che  ci sono all’esterno. Ma sbagliano.

Internet è proprio come un’immensa città dove, gironzolando da soli per le strade, si incontrano belle opportunità e altrettanti pericoli.

 

Avvicinarsi al sesso tramite Internet

Sempre più spesso oggi la rete è il modo per avvicinarsi al sesso.Talvolta occasionalmente, non necessariamente in modo positivo.

Non sono rare le manifestazioni di masturbazione compulsiva che si sviluppano negli/le adolescenti al chiuso della loro stanza, in un tempo solitario e senza relazioni concrete in carne ed ossa.

Non sono rari neppure gli incontri pericolosi. Internet infatti non è paragonabile al modo in cui una volta si sfogliavano i giornaletti pornografici; in rete incontri persone reali, che si pongono in  una relazione reale pur non essendo talvolta coloro che dichiarano di essere. E’ talmente diffuso il tentativo di carpire on line la fiducia di un bambino o di un ragazzino/a per fini sessuali che si è mossa anche la legge, rendendolo reato.

Il reato di adescamento di minorenni, recentemente introdotto nel nostro codice penale, riguarda gli atti volti a carpire la fiducia di un minore di età inferiore a sedici anni per scopi sessuali, attraverso artifici, lusinghe o minacce posti in essere anche mediante Internet o altre reti o mezzi di comunicazione.

Altrettanto diffuso è il sexting.(Il  termine sintetizza le parole “sex” e “texting”). Esso riguarda la pubblicazione di immagini sessuali in rete o, spesso, attraverso il telefonino. Possono essere foto di proprie parti intime, delle proprie compagne in bagno ... Perché? Per averne in cambio una ricarica del cellulare, per guadagnarne in popolarità, per bullismo.

 

Genitori, cosa fare?

Il problema non è tanto il mezzo, quanto l’uso che se ne fa.

E' certo che la rete ha reso accessibili a tutti noi un sacco di cose che prima erano di difficile reperimento e divulgazione: saperi, informazioni, immagini, sessualità di ogni tipo.

La famiglia può sentirsi impreparata di fronte a loro, i figli nativi digitali.

Ma per quanto riguarda i minori, i bambini/e e i ragazzi/e è veramente necessario che la famiglia sia presente, che stimoli la relazione e la comunicazione intra famigliare, che non li “abbandoni” per un tempo indefinito e incontrollato davanti allo schermo, che sia incuriosita e interessata alla loro navigazione, che sia pronta a notare cambiamenti nei loro comportamenti.

E che al contempo li rassicuri: di fronte a qualsiasi difficoltà pericolo o errore, la cosa migliore è rivolgersi ai genitori, sapranno aiutare.

 

Fonti