Una emozione positiva al giorno toglie il medico di torno.

A rivelarcelo è la Dr.ssa B. Fredrickson dell'Università della Carolina del Nord che dal 1990 studia gli effetti delle emozioni positive nell'organismo. Importante é non confondere con il "Pensiero positivo" di stampo New age, che, come ci racconta il collega Antonio Vita in un suo articolo su Garcia Lorca, postato sul suo blog, possono avere invece effetti nocivi su tutto l'organismo.

La Dottoressa Fredrickson ha dimostrato che la gentilezza, la buona predisposizione verso gli altri ed un clima di collaboratività amorevole, migliorano il tono del nervo vago ed assumono le caratteristiche di una vera e propria prevenzione. 

Si tratta semplicemente di abituare il nostro cuore ad essere più aperto e ricettivo verso gli altri, mettendo meno in atto dinamiche di potere e distruttive competitività ma costruendo una fitta rete di interazioni invisibili di piacevolezza.

La ricercatrice fa una differenza sostanziale fra "Pensiero positivo" ed "Emozioni positive". Sforzarsi di pensare positivo quando ció non corrisponde alle emozioni, crea una scissione ed é metaforicamente come indossare una maglietta con su scritto: " La vita è bella" e sentire invece tutta una serie di contraddizioni che rendono infelici nell'interiorità.

Il Film: La vita è bella, di R. Benigni che si aggiudicó tre Premi Oscar nel 1999 è un esempio di quanto detto sopra. Il padre cerca di instillare nel figlio emozioni positive. Di pensieri positivi ce n'erano ben pochi in quel particolare periodo storico. Questa è la cosa più bella che un genitore possa regalare ad un figlio. Si puó essere positivi e amorevoli verso gli altri anche nel dolore, come ci ha dimostrato Randy Pausch, professore di Informatica presso l'Università di Pittsburgh, che poco prima di morire di tumore, nel 2007, ha lasciato la sua "Last lecture", un documento che esprime tutta la forza creativa della vita e la positività consapevole che si è accesa come una stella nel firmamento della comunicazione.

A convalidare i dati della ricerca, un'altro interessantissimo risultato scientifico ci giunge da tre ricercatori dell'Università del Kentucky, che, sessant'anni dopo la loro redazione, hanno riesumato gli scritti archiviati di 30 monache cattoliche alle quali era stato chiesto di scrivere brevi saggi sulla loro vita.

D. Danner, D. Snowdon, W. Friesen, questi i nomi dei tre ricercatori che  effettuano da anni studi sull'invecchiamento cerebrale e sulla malattia di Alzheimer, dopo aver analizzato il contenuto, in base a scale sull'emotività, hanno rilevato risultati sorprendenti. Le suore che avevano espresso più emozioni positive sono vissute fino a 10 anni più di quelle che ne avevano descritte di meno ed hanno presentato meno incidenza di malattie correlate con l'età.

"Tu chiamale se vuoi.....emozioni", purché siano positive, creative, e dense di Pietas

Battisti e Mogol fanno al caso nostro e sono sempre un piacevole ascolto...

Siti di riferimento

 

http://www.medicitallia.it/a.vita

http://it.wikipedia.org/wiki/Randy_Pausch

http://www.positivityratio.com/index.php