valeriarandone_michael-douglas-catherine-zeta-jones-1928717Lo confermano le statistiche, le “separazioni grigie” sono raddoppiate.
La qualità di vita è migliorata ed unitamente alle aspettative di una vita longeva, aumentano anche le aspettative di “vita amorosa” e di qualità.

La rivoluzione sessuale per le donne, i legami a doppia carriera e le pillole dell’amore per gli uomini, hanno dato speranza di lunga vita, così quando un legame si protrae con affanno e senza slancio emozionale e sessuale, i partners non tardano a guardare "oltre ed altrove".

Le separazioni aumentano, e contemporaneamente accrescono divorzi “over/quaranta”.

Dagli studi di psicologia, emerge una “differenziazione di genere” sulle dinamiche che stanno alla base della separazione: gli uomini cercano nuovi amori, come se non riuscissero ad immaginare la loro vita senza una coppia, le donne invece, quando si separano, rincorrono la libertà smarrita e dedicano il loro tempo a se stesse, alle amicizie, agli svaghi e non solo ad un’eventuale relazione di coppia.

L’amore e soprattutto la capacità di rimanere dentro un matrimonio, non correla con l’anagrafe.

Oggi infatti, più di ieri, si ravvisa la necessità di vivere all’insegna della “qualità di vita” e della “qualità dei legami”. I nuovi divorzi vengono chiamati “divorzi sale e pepe o divorzi grigi”, proprio perché i loro protagonisti sono spesso brizzolati e non più giovanissimi. Nel 2001 i divorzi “over 50” coinvolgevano solo l’1 % dei casi, nel 2011 sfioravano il 2,5%, raddoppiando quindi in un solo anno.

Il divorzio sale e pepe, detto dalla letteratura inglese “ Gray divorces”, non riguarda soltanto coppie famose come ad esempio M. Douglas e Zeta-jones, Putin e Liudmila, ma anche la gente comune, è diventato infatti un vero e proprio fenomeno sociale.
Le cause che correlano con queste nuove forme di divorzio sono molteplici, ma la più significativa è sicuramente “la speranza di vita”.

Un sessantenne, oggi, può avere uno sguardo verso il futuro, vigile e speranzoso, può pensare a “nuovi progetti esistenziali e relazionali”.

La percentuale maggiore dei “divorzi tardivi” avviene spesso per iniziativa e desiderio delle donne, molti uomini invece divorziano per transitare da una relazione ad un’altra, mentre le donne virano verso una propria “autonomia”.
Concausa di questi nuovi divorzi, è sicuramente la maggiore indipendenza economica femminile, la donna infatti, non deve più fare i conti con i presunti alimenti per decidere se prolungare o meno il rapporto di coppia, ormai stanco, sbiadito e lacero.
Le consultazioni psicologiche in età avanzata sono in crescente aumento, molte coppie oggi, desiderano fare chiarezza e non amano più vivere o meglio sopravvivere, all’interno di un legame oramai estinto, dove non si è più né felici, né tristi.
Il Viagra e simili per gli uomini e gli ultimi anti-depressivi per le donne, hanno modificato profondamente il vecchio concetto di “rassegnazione coniugale” facilitando i divorzi.

Una delle cause principali dei divorzi over cinquanta è rappresentata dalla cosiddetta “sindrome del nido vuoto”.

Questa crisi si concretizza quando i figli crescono e si trasferiscono per seguire gli studi lontano dall’ambito famigliare oppure perché si sposano.
I partners, che per tantissimo tempo, si sono percepiti quasi esclusivamente come coniugi, dedicandosi all’educazione, all’amorevole cura e crescita dei figli, all’improvviso si ritrovano soli con loro stessi, con la loro coppia, intrappolati in “dolorosi bilanci esistenziali”, pochi progetti emozionali per il futuro ed un legame privo di sapore.

Dirsi addio non è affatto facile o indolore e ci sono svariati punti su cui una “coppia sale e pepe” dovrebbe riflettere e nei casi più irrisolti, è consigliabile l’aiuto di un professionista.

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