Lo stress può essere considerato la malattia del secolo, perché tutti prima o poi affermano di essere stressati e molti disturbi e comportamenti vengono attribuiti a questa causa, ritenuta socialmente accettabile.

Sentirsi “stressati” tuttavia può voler dire tutto e niente, ed è importante fermarsi ad analizzare la situazione per capire qual è il vero problema.

 

La persona “stressata” si sente tipicamente tesa e nervosa, può  soffrire di disturbi di vario genere come insonnia, mal di testa, gastrite e reflusso, mal di schiena; spesso vede anche peggiorare disturbi preesistenti (come ad es. allergie o dolori muscolari) e tende ad aspettare che lo stress passi o a cercare da sè delle soluzioni come il ricorso a trattamenti sintomatici di varia natura, che però agiscono solo sugli effetti e non sulle cause dello stress.

Alcune persone tendono a consumare alcool e droghe nell’illusione di ottenere il rilassamento tanto desiderato, ma in realtà finiscono con il peggiorare la situazione.

Anche il ricorso a farmaci al di fuori della prescrizione medica non è infrequente, benché le medicine più utilizzate (come gli ansiolitici) richiedano sempre indicazioni e supervisione da parte del medico curante e riportino solitamente nel foglietto illustrativo l’indicazione del numero massimo di settimane di utilizzo.

 

Cosa fare quando ci si sente “stressati”?

Per prima cosa occorre fermarsi e chiedersi da dove deriva il malessere:

  • è accaduto qualche fatto spiacevole, che ha suscitato in noi rabbia e/o delusione?
  • stiamo affrontando un periodo di cambiamenti, o ci attendiamo che qualcosa cambi prossimamente nella nostra vita?
    Ricordo che IL CAMBIAMENTO E’ SEMPRE FONTE DI STRESS anche quando è apparentemente positivo (matrimonio, nascita di un figlio, trasloco, nuovo lavoro, termine degli studi), perché richiede alle persone di adattarsi ad una nuova situazione.
  • sono cambiate le condizioni di lavoro? (maggiore carico lavorativo, spostamento di ufficio, rischio di licenziamento)
  • siamo in lite con il partner per qualche motivo, o il livello di conflitto preesistente sta aumentando?

 

Una volta individuate le cause occorre analizzare la situazione e riflettere su cosa ci sta infastidendo e su cosa ci è possibile modificare per stare meglio, oltre che su eventuali misure generalmente utili ad abbassare il livello di stress (come l’individuazione di un momento nella giornata da dedicare a sé stessi).

 

Può tuttavia capitare che le cause del malessere non siano così chiare, o che la situazione oggettiva non appaia così disturbante da generare il livello di stress che si sta vivendo.

In questo caso è possibile che le vere cause della tensione siano altre, e l’aiuto di uno psicologo è utile ed opportuno per aiutare la persona a venire a capo del problema.

 

E’ davvero “stress”?

In alcuni casi quello che viene sbrigativamente liquidato come “stress” è invece effetto di un disturbo d’ansia, che può causare i sintomi sia fisici sia psicologici esperiti da chi si sente stressato (agitazione, sensazione di non avere tempo per tutto, sonno disturbato, difficoltà digestive, contratture muscolari ecc.).

 

L’intervento dello psicologo diventa in questo caso fondamentale per 2 motivi:

-          un disturbo non diagnosticato può peggiorare per anni prima che si inizi la cura, se non è riconosciuto come tale. Lo “stress”, considerato come segno di un disagio passeggero, può dipendere da altre cause che devono essere diagnosticate ed opportunamente trattate

-          la persona può ricorrere ad autoterapia mediante farmaci o altre sostanze senza rendersi conto che la soluzione risiede in un percorso psicologico, allontanando la ricerca della soluizone più opportuna.

 

Cosa può fare lo psicologo per chi si sente “stressato”?

Lo psicologo affianca la persona nell’analisi della situazione, la aiuta a comprendere meglio cosa sta succedendo e a trovare delle soluzioni.

Il primo passo è quello della diagnosi: l’utilizzo di test psicologici può essere molto utile per distinguere un disagio passeggero da un vero e proprio disturbo, e assieme al colloquio permette un’analisi oggettiva del problema.

Una volta valutate le cause e la storia del problema lo psicologo può proporre un percorso di consulenza/sostegno e utilizzare tecniche di rilassamento, come il Training Autogeno, che permettono il recupero della calma e la gestione dei momenti critici anche nella vita quotidiana, al di fuori delle sedute.

Se dalla valutazione del caso è emersa la presenza di un vero e proprio disturbo psicologico la persona può essere seguita da uno psicologo psicoterapeuta per intraprendere un percorso di terapia del disturbo evidenziato.

 

Lo stress è una reazione estremamente soggettiva: persone diverse reagiscono allo stesso stimolo in maniera differente, e quello che causa stress in alcuni può non provocare conseguenze ad altri.

Anche per questo motivo è necessario che le singole situazioni siano prese in esame senza che apporre genericamente l’etichetta “stress” allontani il momento dell’intervento e della ricerca di soluzioni utili e durature.

 

* * * * * * *

Per informazioni sul Training Autogeno:

www.medicitalia.it/minforma/Psicologia/652/Il-Training-Autogeno-nel-trattamento-dei-sintomi-psicologici-e-psicosomatici

 

Per ascoltare la trasmissione "Essere&Benessere" sullo stress:

www.radio24.ilsole24ore.com/popup/player.php?filename=110125-essere-e-benessere.mp3