Sessualità in gravidanza

Il tema della sessualità in gravidanza è stato affrontato solo negli anni recenti. Gli studi effettuati hanno messo in evidenza che, tranne in casi particolari come minacce di aborto o gestosi, non esistono controindicazioni all’attività sessuale e al coito, almeno fino alla trentunesima settimana.

Dopo tale periodo i ginecologi hanno pareri discordanti: alcuni ritengono che le contrazioni orgasmiche potrebbero provocare un’anticipazione del parto, quindi, è suggeribile dedicarsi in questo periodo solo a coccole.

Secondo alcuni studiosi, lo stato di gravidanza crea una condizione psicofisica favorevole ad un arricchimento della sessualità, questo perché, l’aumento degli ormoni in circolo, la presenza di endorfine, l’abbassamento della soglia sensoriale, una maggiore irrorazione sanguigna nei genitali, l’aumento del volume e di reattività uterina, sono tutti fattori che consentono di godere profondamente del proprio corpo, forse più che in ogni altro momento della vita.

Le osservazioni cliniche invece segnalano, che l’evento gravidanza è spesso caratterizzato dalla diminuzione dei rapporti sessuali e, si ritiene che ciò sia legato più ad aspetti di tipo familiare, culturale, religioso e sociale che non a caratteristiche strettamente mediche.

In un’indagine sulle donne in gravidanza si è riscontrata una diminuzione del desiderio, della frequenza e della soddisfazione sessuale, soprattutto nel I ˚e nel III˚ trimestre; gli uomini invece manifestano ansie e preoccupazioni solo nell’ultimo trimestre.

Per la vita sessuale di coppia il secondo trimestre sembra decisamente il più favorevole: le donne iniziano a sentirsi meglio, la gravidanza è stata elaborata e il parto è ancora lontano, i disturbi somatici, come le nausee, si sono attenuati e l’umore è stabile.

Gli uomini in questo trimestre iniziano a vivere emotivamente la condizione della partner e ad accettarla, non hanno molte preoccupazioni sulla gravidanza, sul parto e sulla salute del bambino. In questo periodo non si registrano cambiamenti negativi nel comportamento sessuale della coppia e i partner possono sentirsi molto vicini.

Nel III˚ trimestre si manifesta invece, una diminuzione del desiderio sessuale in tutti e due i sessi. In questo periodo, in ogni membro della coppia emergono preoccupazioni per il bambino, per la sua salute, per il parto che si avvicina. In questa fase cresce il timore di danneggiare il bambino con i rapporti sessuali; queste paure possono far diminuire il desiderio del rapporto sessuale e, di conseguenza, la sua frequenza.

In genere, durante la gravidanza primeggia il codice materno rispetto alla femminilità e all’erotismo. La dimensione sessuale in gravidanza, specie se in stato avanzato, è implicitamente conflittuale, in quanto gli aspetti materni assorbono quasi completamente la donna a scapito di quelli seduttivi: nella nostra cultura la donna- madre è idealizzata e decisamente anti-erotica. Molte donne, proprio attraverso questa esperienza, sentono di aver perso terreno sul piano erotico e si trovano a dover far fronte ad insicurezze rispetto all’immagine di sé in gravidanza in confronto all’immagine precedente.

Molto spesso,in questa fase si assiste alla drastica riduzione della sessualità della coppia, come se la nuova condizione provocasse in entrambi i partner disagio e imbarazzo sia a livello fisico che psicologico; molte coppie compensano questa mancanza intensificando lo scambio affettivo reciproco. Per certi versi e per un tempo limitato questo può essere considerato fisiologico, adattivo per l’elaborazione dei nuovi e tanti vissuti che la nascita di un figlio porta con sé. Se invece, la sospensione dell’attività erotica è imposta da uno dei due partner senza alcun accordo, s’innescheranno vissuti di abbandono e delusioni difficili da gestire dato che, lo scambio sessuale ha tra gli altri significati anche quello dell’accettazione e della rassicurazione reciproca