Se c'è un'Italia che annaspa, con la disoccupazione giovanile al 41%, ce n'è un'altra che non molla, che resiste e che mostra una impensata capacità di reinvetarsi. Come dimostrato da una recente inchiesta giornalistica, molti sono gli italiani che grazie ad un mix di ingegno, fantasia e spirito di combattimento sanno modificare la propria realtà di vita, scegliendo di riadattarsi alle condizioni avverse e dandosi una nuova opportunità.

Appare quindi necessario introdurre il concetto di resilienza. Questo termine, che trae origine negli ambiti della fisica, dell'ingegneria e della metallurgia, indica la capacità di un materiale di resistere agli urti e alle deformazioni. Il vocabolo deriva dal latino resilire ed esprime il significato di rimbalzare, saltare all'indietro. In senso figurativo può esprimere anche il senso di risalire, ritornare su. 

La parola è stata quindi presa in prestito dalla psicologia per descrivere la capacità di ognuno di noi di saper affrontare le difficoltà, le avversità, gli eventi critici e sapersi ricostruire in maniera positiva, scoprendo nuove parti di sè. Un comportamento resiliente permette di non lasciarsi piegare dalle condizioni negative che ci troviamo a fronteggiare, di resistere agli 'urti' della vita. Il costrutto della resilienza, che si avvicina quindi a quelli di resistenza e tenacia, appare sia un aspetto del temperamento che un processo, nel quale gli eventi critici appaiono come nuove opportunità per una crescita personale. 

Quando 'ci sentiamo giù' e si affaccia in noi una sensazione d'impotenza, ricordiamoci di fare appello alle nostre risorse, che sono sempre maggiori di quanto immaginiamo.