Il tema della dipendenza sessuale è sempre più presente nella nostra società. I tabloid e la televisione lo utilizzano perlopiù come spunto per il gossip mentre sempre più clinici si trovano a dover fronteggiare quello che appare come un fenomeno in rapida crescita.

Nonostante non abbia trovato spazio nel nuovo DSM V (sotto il nome di Hypersexual disorder), l'argomento è di stretta attualità. Anche in Italia le stime parlano di un 5-6% di persone affette da questa dipendenza, il che significa che più di 3 milioni di italiani soffrono di questa patologia.

Il termine dipendenza sessuale appare come un 'costrutto ombrello' che al suo interno racchiude tutti quei comportamenti sessuali che se vissuti in maniera dipendente possono portare ad un rapido declino e ad una successiva compromissione della sfera sociale, affettiva e lavorativa dell'individuo.

Come sottolineato da Goodman, il comportamento sessuale dipendente è caratterizzato da due elementi chiave: la continua incapacità del soggetto di controllare il proprio comportamento sessuale e la persistenza del comportamento sessuale nonostante le possibili conseguenze dannose.

Il dipendente sessuale sostituisce una sana relazione con gli altri per sostituirla con una disfunzionale con il sesso (si pensi alla dipendenza da pornografia, alla continua ricerca di partner sessuali, alle fantasie sessuali intrusive, alla masturbazione compulsiva o al cybersesso). I comportamenti sessuali diventano sia un modo per procurarsi rapido piacere ma soprattutto per sfuggire dalle esperienze di dolore (ansia, angoscia, stress, problemi relazionali). 

In un recente articolo è stata prodotta una rassegna sugli ultimi studi sull'argomento ed è stata proposta una lettura psicodinamica sulle possibili cause scatenanti. Inoltre è stato creato il QDS Questionario sulla Dipendenza Sessuale, un apposito strumento ideato per raccogliere informazioni su questa controversa patologia.