Iniziamo chiedendoci: “Che cos'è la creatività?”

Gli studi degli ultimi decenni hanno chiarito che la creatività non è più una misteriosa peculiarità di pochi “eletti”, ma una qualità posseduta, in maniera maggiore o minore, da tutti. Diverse ricerche hanno dimostrato che, la creatività non rappresentava una particolare espressione dell'intelligenza ed hanno chiarito la scarsa correlazione tra capacità d’immaginazione e quoziente d’intelligenza.

La creatività è una particolare abilità, posseduta da ogni individuo, che permette di “produrre qualcosa di nuovo”. Questa produzione può originare qualcosa di nuovo in assoluto o ricombinare e riorganizzare elementi appartenenti ad ambiti differenti che, fino a quel momento, erano stati pensati come distanti; per esempio: una scatola di fiammiferi, un chiodo e una candela, a prima osservazione non vengono visti in una possibile interazione, ma, può capitare che, in un momento creativo vengano messi assieme per trovare la soluzione al problema che la situazione pone.

All’interno della “produzione del nuovo” è possibile ascrivere, ovviamente, sia “oggetti” artistici (fini a se stessi), sia “oggetti” che, riconosciuti socialmente utili, permettono con il loro impiego di risolvere o migliorare aspetti della vita quotidiana e lavorativa.

La creatività riveste, inoltre, un ruolo centrale tanto nella ricerca di soluzioni originali e innovative (problem-solving) quanto nell’analisi (e relativa ottimizzazione) di situazioni e processi complessi (problem-making).

Più che una dote del carattere, la creatività rappresenta, quindi, una “forma mentis”, un modo di rapportarsi alla realtà, di concepire e vivere la vita. Tale “habitus” mentale, attraverso un’opportuna formazione, può essere appreso ed incrementato da ogni individuo.

 La creatività non si insegna. Si possono però creare condizioni favorevoli perché ognuno possa, secondo le proprie possibilità, essere creativo. Per essere apprezzabilmente creativi si deve avere una mente aperta agli stimoli più disparati, anche e soprattutto quelli che provengono da fuori del proprio campo di studio. Chi ha interessi molteplici ha più possibilità che questi differenti stimoli si ricombinino nella sua mente a produrre, se non un colpo di genio, almeno qualche novità utile.

La creatività ha bisogno di essere coltivata, di risorse mentali inutilizzate, di tempo per vagare in cerca di quel qualcosa.

Si può parlare di creatività senza parlare di arte. Gli uomini creativi non sono solo i musicisti, i pittori, siamo tutti noi.