La trasmissione televisiva, nota come “LE IENE”, in onda su Italia 1, da qualche settimana sta conducendo una inchiesta su l’operato di alcuni/e assistenti sociali che, a seguito dei loro rapporti all’Autorità Giudiziaria, hanno condotto al provvedimento di far allontanare i figli dai genitori e farli affidare alle cosiddette comunità.

Tutti i casi su cui i giornalisti di “Le Iene” hanno indagato non vi sarebbe alcun elemento che avesse potuto giustificare quei provvedimenti.

Le interviste poi condotte con domande dirette alle assistenti sociali interessate sono allucinanti, poiché dimostrano l’assoluta incompetenza e incultura delle stesse, le quali platealmente non sanno portare alcuna spiegazione seria, valida e oggettiva della loro sconcertante valutazione.

Psicologi e psichiatri intervistati a proposito, tutti concordano con l’ingiusto provvedimento che i Giudici (a cui la competenza o meno di quelle figure professionali sembra non interessare) sono costretti a emanare, ovvero l’allontanamento dal nucleo famigliare dei minori.

Non si comprende come si possa dare credito a figure professionali il cui iter formativo, fatto di qualche anno di scuola in cui si apprendono solo elementarissime nozioni di psicologia, possano avere lo spessore culturale per giudicare se un genitore ha la capacità di esserlo e quindi di far allontanare dal nucleo famigliare minori, invocando la cosiddetta capacità genitoriale, il cui significato dimostrano di non conoscere.

E si badi bene! Quei minori (tra cui due di pochi mesi e uno di età poco maggiore) non vivevano in baraccopoli o in tuguri, ma in ambienti più che idonei (appartamento in zona residenziale di 300 mq) e i cui genitori sono delle persone che lavorano e perciò in possesso di reddito, né dediti ad alcol o droghe.

Il responsabile dei Servizi sociali, intervistato, balbettando e palesemente dimostrando un vuoto culturale abissale ha, tra le altre inesattezze, detto che il fatto di vivere in un appartamento di 300 mq è un motivo per allontanare i bambini dai genitori perché in un tale grande appartamento non può essere garantita la pulizia, a fronte di fotografie che dimostravano ambienti idonei e pulitissimi.

Gli assistenti sociali (pur con le dovute eccezioni) vanno considerati un pericolo sociale per la loro incompetenza, per la presunzione che loro deriva dal proprio deserto culturale purtroppo colmato da un pezzo di carta ottenuto dopo un corso di studi del tutto inadeguato.

Queste figure professionali dovrebbero agire in collaborazione con medici, psicologi e psichiatri e non in modo autonomo perché, per la loro lacunosa preparazione, non possono fare che danni e sulla pelle di quei minori che, invece, dovrebbero tutelare.