Dieci anni fa, con l’avvento della “pillola blu”, si è totalmente modificato il panorama andrologico e  psico-sessuologico, relativo all’approccio al deficit erettivo.
Grazie a questo farmaco totalmente innovativo, ed alla sensibilizzazione che è stata effettuata, sia a livello  sanitario, che a largo spettro nei confronti dei pazienti, effettuando una campagna di  prevenzione ed informazione, si è ravvisata la possibilità di una “diagnosi precoce” alla disfunzione ed, una conseguente terapia risolutiva , spesso di tipo combinato: farmacologico-psicosessuologico..
Negli anni antecedenti le “pillole dell’amore”( oggi in commercio vi sono tre molecole, con tre nomi commerciali differenti), l’approccio terapeutico al deficit erettivo, era la farmaco- infusione, cioè l’auto-somministrazione di un farmaco per via iniettiva, da effettuare  prima del rapporto sessuale, conferendo al rapporto sessuale grandi quote di ansia ed un vissuto di medicalizzazione.
 Dalle interviste strutturate , somministrate alle partners  di questi pazienti, emergeva un disagio importante di queste donne, con ovvie conseguenze sul tono dell’umore e sull’autostima. Vivevano la disfunzione dei loro uomini, come un chiaro attacco al legame d’amore e, l’unica terapia possibile da affettuare , sottolineava il loro senso di esclusione dal rapporto sessuale e sentimentale, non sentendosi  assolutamente responsabili dell’erezione dei loro partners , con ovvie conseguenze sul  livello di autostima e capacità seduttiva.
Oggi la farmacologia , con i suoi contributi, ha restituito la possibilità d’amare senza preoccupazioni, senza strategie invasive, preventive e precedenti il rapporto sessuale, conservando soprattutto la dimensione del “desiderio”, elemento fondamentale ed indispensabile, per una buona e valida capacità erettiva.
 La componente del desiderio, salvata dalla madicalizzazione, tutela anche il legame, conferendo alla donna il “ruolo da protagonista” della capacità erettiva del partner.
Quando la disfunzione sessuale, si manifesta all’interno di una coppia collaudata, spesso il paziente ,oltre alla terapia farmacologica somministrata dall’andrologo, viene invitato ad effettuare una terapia psico-sessuologica, che possa dipanare la matassa psichica, insegnando sia al singolo, che alla coppia nuovi percorsi erotici, meno conflittuali e disfunzionali, rispetto ai pregressi, che hanno fatto da cornice alla comparsa della disfunzione sessuale.
 L’ambito sessuologico, con i suoi approcci terapeutici, è un territorio estremamente ampio, correlato ad infinite sfaccettature dell’animo umano, alla relazione di coppia,ad ambiti intra-psichici dei singoli e della coppia ed  alla dimensione ambientale.
Oggi l’attenzione di noi clinici, si sta sempre più spostando dal singolosintomo,alla “dimensione coppia”; una disfunzione sessuale infatti quando si manifesta, necessita di un approccio olistico, che tenga necessariamente presente la componente biologica, sessuale, emozionale e culturale, per un approccio veritiero e soprattutto risolutivo alla disfunzione.
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