"Porto addosso le ferite delle battaglie che non ho combattuto" F. Pessoa

Le diverse forme di fobia si differenziano secondo ciò che può scatenarle: dalla paura di perdere il controllo ed impazzire, alla paura di volare, di arrossire, di farsela addosso, di poter fare male agli altri e a se stessi, sino alla paura di morire o avere un attacco di panico.

Chi soffre di un disturbo fobico è pervaso da un invasivo senso di ansia che lo tiene costantemente in allerta rispetto a ciò che lo circonda, sino ad arrivare a provare spavento anche per situazioni future percepite come pericolose.

Esperienze di paura già vissute richiamano alla memoria primordiali e irrazionali sensazioni di terrore che tengono in ostaggio la mente del fobico che in questa maniera costruisce ciò che teme. Nelle forme più generalizzate si può arrivare addirittura a provare "paura della paura" anche in assenza di situazioni scatenanti.

Per quanto possano essere differenti le forme in cui il disturbo si manifesta, appaiono invece ridondanti e costanti alcuni meccanismi su cui il problema si struttura e si mantiene (tentate soluzioni): l'evitamento, la richiesta di rassicurazioni ed aiuto, controllo che fa perdere il controllo.

Evitare o rimandare situazioni e stimoli che spaventano, non fa altro che confermare il senso di incapacità nel dominare l'ansia ed il risultato è spesso che chi soffre della sindrome fobica, si ritrova a vivere una vita con molte restrizioni che si allargano a tutti i campi dell'esistenza sino a diventare un modus vivendi.

Il tentativo di controllare reazioni psicofisiologiche spontanee quali ad esempio battito cardiaco, stati d'ansia e paura, vertigine, conduce inevitabilmente a perderne il controllo e confermare il senso impotenza che alimenta la paura.