Nella società di oggi, il tasso delle separazioni aumenta con modalità esponenziali, così come la formazione delle seconde unioni.
 I figli, protagonisti assoluti di tali eventi, vivono con modalità destruenti la separazione, che genera grandi quote di angoscia, paura e sofferenza all’interno della vita psichica e relazionale dei bambini. Proveniamo da una totale assenza di educazione all’emotività, sessualità e relazionalità, ed in condizioni estreme, nutrite ed amplificate dalla sofferenza e dai sensi di colpa per il fallimento di un matrimonio, questa assenza di formazione si avverte ancora di più.
Non esiste una “preparazione alla separazione”, i coniugi infatti, mettono in discussione tutto, spesso senza tregua, rivisitando all’insegna del dolore e della rabbia loro stessi, il legame, il loro passato e, soprattutto la genitorialità, che diviene il campo di battaglia per legali, mantenimenti e manipolazioni affettive.
Le dinamiche psichiche che muovono le fila di una separazione, vengono amplificate da acredine, comportamenti scarsamente adattivi e, spesso manipolativi.
La separazione, come evento psichico e non legale, viene paragonato ad una  “condizione di lutto”,

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