Anche se la finzione cinematografica, proseguendo un’antica tradizione di trame teatrali, è prodiga di episodi in cui un partner annuncia all’altro di aver avuto rapporti sessuali con questi a sua insaputa durante il sonno o una sbronza,la maggior parte delle persone adulte sa per personale esperienza che un’attiva partecipazione, anche agli atti più istintivi dell’amore fisico, richiede la condizione psicofisiologica della veglia.

Negli ultimi anni sono state descritte, in persone in apparente stato di sonno, varie forme di attività erotica fino a rapporti sessuali fisiologici, e veri e propri atti di violenza sessuale.

La sexsomnia (in italiano sessuosonnia o sessosonnia), è un termine coniato da Shapiro, Trajanovic e Fedoroff dell’Università di Toronto nel 2003, in un lavoro che ha l’obiettivo dichiarato di descrivere una nuova parasonnia, per indicare il complesso dei comportamenti erotici manifestati durante il sonno ad onde lente.

E’ una parasonnia della fase non-REM (N-REM), strettamente collegata agli impulsi primordiali. Come è noto le parasonnie, prototipo delle quali è il sonnambulismo, consistono nell’anomala attivazione durante il sonno di sistemi fisiologici normalmente attivi nella veglia.

La sessosonnia sembra, possedere i requisiti che soddisfano i criteri per la definizione di parasonnia, ma, affinché non la si ritenga una particolare manifestazione di sonnambulismo, Shapiro, Trajanovic e Fedoroff hanno proposto una distinzione basata su tre caratteristiche dell’anomalia del sonno: 1) risveglio automatico più marcato;2) attività motorie relativamente ristrette e specifiche;3) frequente presenza di stati mentali e comportamentali legati al sogno, ossia alla fase REM.

Il comportamento sessuale che si verifica durante il sonno è variabile. Negli ultimi anni sono state descritte varie forme di attività erotica, fino a rapporti sessuali fisiologici e veri e propri atti di violenza sessuale. In questi casi sono presenti contemporaneamente un alterazione comportamentale del sonno REM, di sonnambulismo violento o non violento con comportamenti sessuali durante il sonno N-REM

La sessosonnia si verifica in genere durante le prime ore di sonno. I pazienti durante l’evento non hanno interazioni coscienti con l'ambiente circostante e anche se si risvegliano in genere non hanno alcun ricordo di ciò che è accaduto ("amnesia sessuale”). Le persone con sexsomnia sono affette frequentemente da altre parasonnie, quali il sonnambulismo, i risvegli confusionali, i terrori notturni.

Si ritiene che la maggior parte dei pazienti presenta un’anamnesi personale o familiare positiva per il sonnambulismo.

La maggior parte delle parasonnie si presentano durante l'infanzia e si risolvono prima dell'adolescenza, talvolta continuano in età adulta. E’ raro che una parasonnia si presenti per la prima volta in età adulta ( se presente in età adulta è secondaria a qualche altro fenomeno psicologico in atto).

I fattori che causano la frammentazione del sonno possono precipitare questo tipo di parasonnia in adulti suscettibili. I fattori scatenanti più comuni sono lo stress, l’apnea del sonno, l'alcol, la privazione di sonno e alcuni farmaci come gli antidepressivi serotoninergici.

Recentemente, in alcuni processi per violenza sessuale avvenuti in Inghilterra e in Canada, l’imputato è stato assolto perché affetto da sexsomnia sostenendo che questa patologia può passare inosservata fino a quando l'evento non viene riferito dal partner o dal compagno di letto; inoltre, le persone con parasonnie non hanno nessuna consapevolezza delle proprie azioni, e quindi non possono essere ritenute legalmente responsabili. Da più parti si è sollevata la questione che le persone a rischio di compiere atti sessuali durante il sonno dovrebbero adottare misure per evitare che questo disturbo possa danneggiare gli altri.

Alle Molinette di Torino, nel Centro di Medicina del sonno, per la prima volta questa alterazione del sonno è stata registrata, documentata e pubblicata nel settore "Sleep Machine". L’episodio viene descritto nello studio come la prima registrazione di un evento parassonnico di tipo erotico spontaneo nelle prime fasi del sonno (N-REM) in un soggetto di sesso femminile, con associato uno stato comportamentale del sonno REM.

“Si tratta di un’alterazione del sonno che può essere curata anche solo modificando alcune abitudini alimentari o con dei farmaci" , spiega Cicolin direttore del centro, "si manifesta perché l'esigenza primaria in quel momento non è mitigata dalla forza di volontà. Di giorno quando si è svegli non ci si metterebbe mai a mangiare durante un funerale, neppure se si ha molta fame, perché tutte le aree associative del cervello dicono che non è un gesto appropriato. Se lo stimolo della fame però si accende quando tutte le aree associative sono spente perché si sta dormendo, allora è inevitabile che la persona scenda dal letto e vada a mangiare".

 

Commento

Durante il sonno, le aree del cervello attive durante la veglia sono inibite dai centri deputati al sonno.

Nelle parasonnie in genere, si vegliano alcune aree legate a esigenze primarie, non possibilmente soddisfatte durante la veglia perché non in sintonia con il contesto, le norme, le regole, i divieti.

Così c'è chi va a mangiare, chi va a fare la pipì, magari non nel bagno, qualcuno mette in atto comportamenti anche complessi come cucinare o guidare l'automobile per chilometri. Nella sessosonnia qualcuno può ritrovarsi a fare sesso col partner inconsapevolmente o andare nel letto di qualcuno altro/a.

Il comportamento messo nella sexsomnia, non ha nulla a che vedere con la stabilità della coppia, come spesso invece si pensa.

 

 

Fonte: Italiasalute.leonardo.it