A cura di : Balbo M., Darò R., Fernandez I., Viotti E., Cipolla S., Molinari F., Liboni W.  

 

 

 E con enorme piacere che faccio divulgazione di  questi dati cosi interssanti per la nostra comunità!

Studi recenti (Ad esempio Othani et al.) hanno mostrato come sia possibile monitorare gli effetti del protocollo EMDR sull’attività funzionale cerebrale utilizzando la Spettroscopia nell’infrarosso vicino (NIRS). Questo protocollo sperimentale nasce dall’evidenza di colmare le lacune lasciate dai lavori precedenti, i quali si basavano esclusivamente sulla concentrazione locale di emoglobina ossigenata e sulla sua variazione nel tempo, per riuscire così a sfruttare appieno l’informazione relativa al complesso meccanismo di autoregolazione cerebrale che viene coinvolto in risposta a uno stimolo come quello della terapia EMDR. In particolare, diversi studi di neurofisiologia hanno evidenziato come la risposta allo stimolo sia molto ben osservabile nel dominio della frequenza (analisi di Fourier). Inoltre, l’analisi non solo dell’ossiemoglobina, ma anche della concentrazione di emoglobina deossigenata, potrebbe rilevare meccanismi di compliance artero-venosa che sono fondamentali nei processi cognitivi.

Metodologia e Risultati: Sono stati coinvolti 20 soggetti con sintomatologia post-traumatica ai quali sono stati somministrati preliminarmente dei test di screening (SCL-90, TEC, IES). I soggetti sono stati suddivisi in due gruppi (sperimentale e di controllo) che, rispettivamente, si sono sottoposti a terapia EMDR con e senza movimenti oculari. Allo stesso tempo è stata utilizzata la Spettroscopia nell’infrarosso vicino per indagare gli effetti del protocollo EMDR sulla concentrazione di emoglobina a livello cerebrale frontale (bilateralmente). In seguito si è proceduto all’analisi dei segnali NIRS nel dominio del tempo e nel dominio della frequenza e alla correlazione delle variazioni a livello frontale con gli scoring.

Le analisi hanno evidenziato, per i pazienti che si sono sottoposti a trattamento EMDR con movimenti oculari, un maggior incremento di emoglobina ossigenata durante la fase di recall che durante la fase di movimenti oculari; l’aumento non si è verificato, invece, per i pazienti trattati senza movimenti oculari. Altro risultato significativo è stata la diminuzione progressiva dei livelli di emoglobina ossigenata durante la fase di recall nella stessa seduta di terapia EMDR.

Conclusioni: I risultati hanno confermato l’importanza dei movimenti oculari all’interno del protocollo strutturato della terapia EMDR. La loro esecuzione è correlata ad una diminuzione della concentrazione di ossiemoglobina, segno di un lavoro minore della corteccia prefrontale. Inoltre la diminuzione di ossiemoglobina all’interno di una singola seduta di EMDR evidenzia, a livello cerebrale, il progressivo lavoro di elaborazione del paziente che accompagna l’esecuzione delle varie fasi del protocollo.