Le tre “C” nella sessualità.
Molto spesso nella mia pratica clinica, mi trovo a rispondere a consulenze sessuologiche, basate e nutrite da falsi miti correlati alla sfera dell’intimità e della sessualità. I giovani e non, provengono da un’assenza di educazione emozionale e sessuale e, vivono la sessualità a verifica della loro potenza sessuale, con modalità ginniche ed acrobatiche. Un suggerimento che mi sento di dare loro è quello di integrare all’interno di un rapporto sessuale, le tre “C”: corpo, cuore e cervello, sia che il rapporto duri un’ora, un giorno, un mese o tutta la vita. Un rapporto sessuale, senza desiderio, può compromettere la sfera dell’eccitazione , dell’erezione nell’uomo e della lubrificazione delle donne, e dell’orgasmo; vissuto con marcate preoccupazioni o distrazioni, può compromettere sia il desiderio , che l’eccitazione, che la risposta orgasmica; così come un rapporto vissuto senza corpo, cioè senza attrazione sessuale e piacevolezza reciproca, può stentare a decollare. La sessualità oggi, di cui tanto si parla, ma poco si dice,se venisse appresa con elementi correlati all’affettività, all’interno di un codice comunicativo con genitori e clinici, potrebbe essere ricondotta all’aspetto affettivo, relazionale, di crescita psicologica ed emozionale. Un obiettivo importante su cui lavorare è quello di insegnare ai giovani l’importanza dell’integrazione tra “ corpo biologico” e “ corpo psicologico”, aggiungendo un valore aggiunto all’aspetto esclusivamente ginnico e coitale..
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