Mi capita abbastanza spesso che dei conoscenti, sapendo che sono psicoterapeuta, mi chiedano che cosa sia la psicoterapia e a chi si rivolge. Alcuni non hanno un'immagine ben definita di cosa succede durante un colloquio in uno studio di psicoterapia, altri ricordano un po' di scene da film e tv che, come noi professionisti del settore sappiamo bene, nella maggior parte dei casi rispecchiano ben poco il lavoro che facciamo.

Vorrei quindi, fornire il mio personale contributo professionale a questo argomento, pescando dalla mia formazione ed esperienza.

Per motivazioni anche molto diverse tra loro, una persona o una coppia di partner possono trovarsi nelle condizioni di dover affrontare un problema, un lutto, un trauma passato o recente che faticano a superare, e che il trascorre del tempo e il sostegno di famiglia, amici o altri professionisti sanitari non leniscono. Ricorrere al sostegno di un professionista della psicoterapia non è segno di debolezza o di malattia: la relazione con un esperto può aiutare a trovare modalità alternative di lettura di problematiche nelle quali si sente di essere intrappolati.La psicoterapia si costruisce nella relazione tra il terapeuta il proprio cliente, sia esso un individuo o, per esempio, una coppia.

Lo psicoterapeuta comprende senza giudicare il proprio paziente, favorendo a sua volta un processo di comprensione da parte del paziente su se stesso, le proprie relazioni e il proprio mondo.
Lo psicoterapeuta accetta in maniera acritica il racconto del proprio paziente. Non gli si richiede di condividere le opinioni del cliente, bensì di creare un ambiente protetto in cui il paziente possa e/primersi liberamente e cominciare a sperimentare modi diversi di entrare in relazione.

Non vedo limiti di età per cominciare una psicoterapia. In ogni momento e fase della vita può essere utile cominciare questa tipologia di percorso. Chiunque può affrontare una psicoterapia con beneficio: sia che abbiamo 20 anni o 90, c’è sempre la possibilità di trovare nuovi modi per affrontare successi ed insuccessi, gioie e dolori.

Esistono diversi approcci teorici alla psicoterapia, nel mio studio seguo l’approccio costruttivista. Non tutti gli approcci terapeutici sono adatti a tutte le persone. E non tutti gli abbinamenti terapeuta-paziente sono ugualmente utili allo scopo prefissato.

In ogni caso, è importante ricordare che per la legge italiana possono esercitare la professione di psicoterapeuta un medico o uno psicologo, abilitati all’esercizio della propria professione, che abbiano completato con successo una specializzazione quadriennale in psicoterapia, [aggiornamento 12/09/2014] o comunque una specializzione riconosciuta dal proprio ordine professionale che abiliti all'esercizio della psicoterapia.

Questo è un aspetto molto importante che tutte le persone che hanno intenzione di cominciare un percorso di psicoterapia è bene che tengano in considerazione. Per verificare, per esempio, che lo/a psicologo/a a cui ci siamo rivolti sia effettivamente qualificato/a, basta inserire il suo nominativo nell'albo unico nazione del consiglio degli psicologi.

Aggiornamento 12/09/2014: Approfitto della gentile precisazione offerta dal Dott. Ruggiero nella sezione commenti, per riportare l'art. 3 della LEGGE n.56 del 18 febbraio 1989 [fonte: http://www.ordinepsicologiveneto.it/normative/la-professione/legge-56/], per meglio specificare quanto affermato sopra rispetto all'autorizzazione dell'esercizio della psicoterapia.

L'esercizio dell’attività psicoterapeutica è subordinato ad una specifica formazione professionale, da acquisirsi, dopo il conseguimento della laurea in psicologia o in medicina e chirurgia, mediante corsi di specializzazione almeno quadriennali che prevedano adeguata formazione e addestramento in psicoterapia, attivati ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1982, n. 162, presso scuole di specializzazione universitaria o presso istituti a tal fine riconosciuti con le procedure di cui all'articolo 3 del citato decreto del Presidente della Repubblica.