Solo se ci si concede un piacere si trova la forza di poter rinunciare ad esso.
Da che mondo è mondo è risaputo che ogni forma di repressione sia fisica sia psicologica non ottiene altro che un effetto contrario, ed ogni tentativo di mantenere il controllo su un desiderio non fa altro che ingigantirlo fino al punto di perdere definitivamente tale controllo.

Questo vale soprattutto per le diete dimagranti in cui il desiderio di dimagrire spinge alla rinuncia forzata di ciò che piace e ad un eccesso di controllo che inesorabilmente induce alla perdita di controllo. Tutti coloro che tentano di mantenere il peso invariato hanno in qualche modo avuto l’esperienza di questo circolo vizioso in cui la repressione alimentare ha ottenuto esattamente l’effetto opposto, ossia quello della ricerca incontrollata del cibo e dell’inevitabile aumento del peso.

Ogni dieta basata sulla eliminazione forzata è destinata a fallire o ad ottenere effetti limitati nel tempo. Solo un programma di elaborazione psicologica del proprio rapporto con il cibo basato sulla concessione potrebbe interrompere il circolo vizioso in cui tutti gli usufruitori di diete dimagranti sono intrappolati, ossia dieta-repressione-perdita di controllo-aumento del peso.

Riferimenti: La dieta paradossale di G. Nardone, "Ponte alle Grazie"

Guarda il video: http://www.youtube.com/watch?v=rJ9CEnq45BM&feature=player_embedded

La ricerca citata nel video si trova in  A. Gordon, Anoressia e Bulimia, Cortina Editore.