Circuito Mediale: fucina dei pensieri e sogni ad occhi aperti

Nel recente libro Focus di D. Goleman, lo psicologo analizza il processo della concentrazione, proponendo una sera di riflessioni e strumenti per mantenere alta la nostra capacità di rimanere attenti rispetto ad un compito da svolgere. "La concentrazione serve a mettere il cervello in condizione di creare nuovi circuiti neuronali per le informazioni che si apprendono e di collegarli efficacemente con quelli preesistenti".

L'autore afferma che è possibile esercitarsi a mantenere l'attenzione. "Se ci alleniamo a stare attenti, ad esempio concentrandosi su qualcosa, accorgendoci del momento esatto in cui iniziamo a divagare per riprendere subito il controllo dei nostri pensieri, automatizziamo la capacità di ignorare gli stimoli irrilevanti e disattiviamo il circuito mediale, che è l'area cerebrale fucina di tutte le distrazioni e i sogni ad occhi aperti". L'esercizio può renderci meno distratti. "E' quasi come se l'attenzione fosse un muscolo, indispensabile per una lotta che avviene nel cervello durante ogni secondo di veglia; quella tra mente bottom-up, che procede dal basso in alto, raccoglie i molteplici e disordinati stimoli ambientali e come reazione produce un pensiero, e la mente top-down (dall'alto in basso) che consiste in atti volontari. Questa mente è pianificatrice, cosciente di sé, può imporre i propri obiettivi all'altra. La mente bottom-up corrisponde alla parte subcorticale del cervello, è evolutivamente più antica della sua antagonista, ha enorme potenza di calcolo e velocità, però opera al di fuori della coscienza: offre il frutto delle sue operazioni, o meglio intuizioni, come se uscisse dal nulla. Nella neocorteccia, invece, abbiamo la mente top- down. più lenta e faticosa da utilizzare. Ecco perché è così facile distrarsi: il cervello tende naturalmente a minimizzare il suo consumo di energia e, più spesso di quanto vorremmo, fa riposare in panchina la mente top-down. La nostra condizione naturale è una continua impulsività che ci rende vulnerabili a tutti gli stimoli visivi ed uditivi che arrivano dall'esterno".

Si può utilizzare però a proprio vantaggio questa tendenza del cervello all'economia, automatizzando il processo della concentrazione, allenandosi quindi a rimanere concentrati ed attenti. Ecco i consigli che Goleman propone:

a) concentrarsi su un pensiero, abituarsi a riconoscere il momento in cui si inizia divagare,   per tornare immediatamente al pensiero di prima.

b) fare un pisolino a metà giornata per riprendere parzialmente le energie mentali (diverse aziende si sono già attrezzate per la stanza del breve riposo); la stanchezza non si concilia con la capacità di   concentrazione.

c) dividere un compito di lunga durata in parti più piccole invece di affrontarlo nella sua interezza.

d) evitare di interrompere il processo attentivo con divagazioni dettate dall'impulso del momento o la noia. Controllare posta elettronica, chiamate, messaggi mentre si è concentrati su un compito stanca molto la mente e disperde la capacità di rimanere attenti su un argomento.

Infine lo psicologo suggerisce la meditazione come efficace (anche se forse un po' meno tradizionale) tecnica per potenziare i processi attentivi. "Rispetto a chi non è abituato a meditare, chi medita è più rapido nel disattivare il distrattore interno, ossia il circuito mediale: quindi ha maggiore autocontrollo. In altri termini [l'esercizio della meditazione] aumenta le redini con cui la nostra mente cosciente può riprendere il controllo del pensiero e focalizzarlo su un obiettivo preciso."

fonte: Focus. Perché fare attenzione ci rende migliori e più felici, Goleman Daniel, Rizzoli Editore 2013.