•  Ad ogni età della vita le persone sposate “lo fanno” molto di più che quelle single.
  • La lunga durata del matrimonio non è per nulla responsabile della mancata attività sessuale, ma al contrario rappresenta un fattore “facilitante”.

Questa è la sorprendente conclusione di una ricerca U.S.A. su “Le relazioni in America” pubblicata in questi giorni, che spezza luoghi comuni molto diffusi anche in Italia.

L’indagine è stata progettata per raccogliere un'ampia panoramica sulle tendenze che influenzano il benessere individuale e familiare nella società americana.

Agli intervistati/e - un campione di ben 16 000 uomini e donne tra 18 e 60 anni - si poneva una vasta gamma di domande su molti argomenti tra cui domande specifiche circa il comportamento sessuale.

Sui comportamenti sessuali quali dati emergono?

Il tipo di risposta data alle domande sulla vita sessuale dipende da una serie di fattori:

  • l'età del/la rispondente,
  • i fattori di stress nella vita,
  • la situazione relazionale,
  • da quanto tempo la persona si trova in quella relazione,
  • se ci sono bambini piccoli in casa.

E’ significativa nei/nelle giovani singles la credenza che il matrimonio comporti la fine della sessualità.

Ma è così? Non proprio.

 

La sessualità nel matrimonio: quante volte?

Quando si tratta di sesso, è tutta una questione di opportunità.

Gli americani sposati riferiscono di fare sesso in media circa 5 volte al mese, mentre le coppie conviventi circa 6,5 volte al mese.

Le persone che non sono mai state sposate e che non sono attualmente conviventi hanno comprensibilmente riportato un dato medio molto più basso: 2 volte al mese.

Però se attualmente sono coinvolti affettivamente con qualcuno, essi riferiscono di avere rapporti sessuali 1,1 volte alla settimana, quasi quanto le coppie sposate.

Come dire che l'essere in coppia facilita l’attività sessuale più che i rapporti occasionali.

 

L’avanzare dell’età svantaggia le coppie sposate?

Generalmente si ritiene che l'avanzare dell'età sia associato a una certa diminuzione del desiderio sessuale e dunque alla diminuzione dell’attività sessuale, giusto?

Sì, ma non così drasticamente.

Il declino dell’attività sessuale con l'età non è molto pronunciato nei coniugati.

Coppie sposate da 30 anni riportano una frequenza sessuale (circa 6 rapporti al mese) non tanto diversa da quelle sposate da 50 anni (circa 4 rapporti al mese).

Al contrario, i single non sposati segnalano molta meno attività sessuale ad ogni età.

Quindi né il fatto di essere sposati, né la durata del legame matrimoniale segnano la fine di una relazione sessuale significativa.

 

Eppure ci sono coppie sposate che non fanno sesso!

Ebbene sì, nonostante i dati sopra riportati.

Se un'alta percentuale di sposati americani di ogni età fanno sesso circa 4 / 5 volte al mese, questo numero rappresenta la media: e cioè alcuni lo faranno dieci volte al mese, altri per nulla; è notorio che con la media del mezzo pollo a testa, certi ingrassano, altri digiunano.

Anche nella sessualità.

 

Quanti "digiunano"?

Una persona sposata su cinque in America (20%) non ha avuto rapporti sessuali nell'ultimo mese, il 12% negli ultimi tre mesi, e il 6% non ha avuto rapporti sessuali in più di un anno.

Si tenga conto che negli ultimi vent'anni:

  • la percentuale di uomini sposati che nell'ultimo anno non avevano fatto sesso è quasi quadruplicato: dal 1,3% al 4,9%;
  • anche le donne sposate hanno segnalato un aumento significativo di mancata attività sessuale nell’ultimo anno preso in esame: dal 2,6% nel 1994 al 6,5% nel 2014 (come del resto avviene anche in Italia)

Più che queste percentuali, non troppo elevate, ci interroga e preoccupa il costante trend negativo del numero dei rapporti sessuali (in particolare vaginali), confermato anche da una imponente ricerca britannica pubblicata nel 2013 in "The Lancet".

 

Quale la causa?

La causa non è ancora chiara. 

La ricerca fa notare che va considerata l’età delle coppie che si sposano: essa è notevolmente aumentata negli ultimi 25 anni.

Occorre quindi considerare la variabile “età che avanza” dei due coniugi e le sue conseguenze: maggiori probabilità di malattia, livelli di energia più bassi, diminuzione del testosterone e della libido, che possono incidere pesantemente sulla vita sessuale.

Nonostante ciò, rimane vero che da quanto più a lungo una coppia è sposata, più è probabile che sia sessualmente attiva; l’età del matrimonio non incide, l’età delle persone sì.

 

E’ importante questa tematica?

Certamente sì, anche per noi in Italia, considerato che una regolare attività sessuale nel matrimonio è correlata alla complessiva soddisfazione personale, oltre che di coppia; uomini e donne segnalano livelli più elevati di soddisfazione e felicità personale e nella relazione quando la sessualità è appagante qualitativamente e quantitativamente.

Un sondaggio del Pew Research Center (2007) ha rilevato che una relazione sessuale felice è il secondo più importante fattore predittivo di soddisfazione coniugale dopo la fedeltà, con ben il 70 per cento degli adulti che affermava che era "molto importante" per il successo del matrimonio.

 

Le ricerche sono concordi nel dire che gli stili di vita sessuali sono molto cambiati negli ultimi 60 anni. La ricerca presentata qui aggiunge un importante elemento: il matrimonio continua a rappresentare una stabilità e una risorsa anche dal punto di vista sessuale per la gran parte delle persone.

La prosecuzione  anche nelle coppie di età avanzata dell'attività sessuale - sia pure talvolta ridotta nella gamma e frequenza in relazione alle condizioni di salute - sottolinea che l'attenzione per la salute e il benessere sessuale è necessaria per tutto il corso della vita sia da parte delle persone e coppie, sia da parte degli specialisti di area psicologica e medica.

 

Fonti: