Panico da successo: che cos’è

Proprio quando siamo sul punto di ottenere ciò che abbiamo tanto desiderato, vivere un momento tanto atteso, ottenere il riconoscimento tanto ambito, può farsi strada un certo disagio e presentarsi sotto forma di manifestazioni psicofisiche specifiche:

  • Un improvvisa ansia acuta e voglia di sottrarsi
  • Calo improvviso della memoria, della lucidità o della concentrazione
  • Contrattura muscolare e movimenti maldestri
  • Sensazione di non avere niente da dire o non saper fare ciò che è necessario
  • Sudorazione, cefalea, disturbi intestinali, nausea
  • Idea irrazionale di essere disposti a perdere tutto pur di non sottoporsi alla prova

 

Il successo può spaventare?

Sì, se abbiamo un immagine di noi fissa, poco adeguata, debole, e non in linea con l’obiettivo che ci proponiamo di raggiungere.

Questo può accadere per molte ragioni e riguardare i più svariati ambiti, si tratta di una reazione di fuga che può essere compresa e superata.

Si tratta di uno dei disturbi d’ansia più insidiosi, in quanto non si associa come normalmente accade a situazioni negative. Ma al contrario a qualcosa di positivo, molto desiderato e si manifesta tramite il terrore di non farcela.

Proprio quando siamo in procinto di ottenere quello che tanto desideriamo, qualcosa si impadronisce di noi, ci inibisce e porta a sbagliare. E finiamo per boicottare con le nostre mani ciò che tanto desideriamo.

 

Cosa c’è alla base del panico da successo

Molteplici possono essere le ragioni:

  • Una bassa autostima che porta ad avere  poca fiducia in sè stessi e nella propria possibilità di riuscire
  • Idee disfunzionali causate da traumi o esperienze negative, che portano a non credere fino in fondo in ciò che vogliamo, nella possibilità di raggiungerlo e di  meritarlo davvero
  • Paura dell’ignoto, quindi affrontare qualcosa che non conosciamo e che implicherà chiaramente dei cambiamenti
  • Paura di crescere e rendere sè stessi più reali, realizzati

A volte anche se può sembrare paradossale, abbiamo paura di correre il rischio di dimostrare a noi stessi quanto valiamo e di realizzarci. Perché questo? al di là degli innegabili aspetti positivi di una tale situazione, questa comporterà anche dei cambiamenti, dei rischi e il dover affrontare qualcosa di cui non abbiamo ancora esperienza, mostrare al mondo una quota maggiore di noi.

Tutto ciò può spaventare e creare forte ansia.

Sarò in grado di sostenere tutto questo? si chiede la persona in profondità senza saperlo. Sarò adeguato a questa nuova realtà e alle responsabilità che comporta?

In fondo finchè non riesco nessuno compreso me può sapere se effettivamente ne sono capace, quindi sono al sicuro dal dovermi esporre.

Probabilmente non sono pronto a reggere questo di più, quindi sopraggiunge il panico ad inibirmi e bloccarmi.

A volte tale disagio sopraggiunge quando la strada che stiamo seguendo non è quella che vorremmo percorrere, e quindi l’obiettivo in realtà non è nostro ma suggerito da altri.

Ad esempio una persona può essere convinta di voler fare il violinista, ma in realtà sta corrispondendo al desiderio di suo padre, un’altra crede di voler seguire un certo indirizzo di studi ma in realtà tale scelta è stata influenzata dall’esterno.

Per comprendere se quello che stiamo facendo fa per noi, possiamo ricorrere al principio del piacere. Se quello che faccio provoca in me entusiasmo nonostante la fatica richiesta, vuol dire che si tratta di un mio obiettivo, in caso contrario probabilmente di altro.

È importante quindi interrogarsi in tal senso e chiedersi se realmente quello che stiamo perseguendo fa per noi, se realmente lo desideriamo.

A volte il panico arriva perché vorremmo tutto fosse perfetto, ma questo non è possibile in quanto in natura la perfezione non esiste. Nel caso si tratti di questo,  bisognerà fare i conti con tale convinzione.

I reali motivi andranno sempre rintracciati in modo specifico nella storia dell’individuo. Solo in questo modo potranno essere affrontate in modo risolutivo le cause che portano la persona  a vivere tale disagio.

La cosa importante da non dimenticare, è che nella vita è del tutto naturale sentire di non essere pronti di fronte a situazioni nuove. Quindi sarà solo affrontandole, assumendosi dei rischi e delle responsabilità che tale timore potrà essere superato.

Se non si affrontano dei rischi non si muove nulla, questo imprescindibile passaggio fa parte di un sano sviluppo della psiche.

In questi casi anche la figura dello psicoterapeuta, può essere utile ad affrontare queste situazioni di disagio.