Il Blue Monday è il nome dato al terzo lunedì del mese di Gennaio e viene considerato il giorno più "depressivo" dell'anno. Questo secondo un'equazione elaborata nel 2005 dal Dott. Arnall della Cardiff University. 

In realtà, come riportato dal Dott. Dean Burnett questa notizia è priva di fondamento e va considerata pseudoscienza.

In primis perché il Dott. Arnall era un tutor part-time dell'Università gallese e non realmente uno psicologo, ma soprattutto perché l'equazione che venne utilizzata per individuare il giorno più triste dell'anno è basata su calcoli e variabili assolutamente discutibili e privi di senso. Il concetto di Blue Monday è stato in realtà coniato e divulgato all'interno della campagna pubblicitaria del canale tv Sky Travel e rilanciato attraverso una conferenza stampa pre-confezionata dove il nome del Dott. Arnall figurava per dare manforte e "scientificità" alla scoperta.

Molto più importante è invece soffermarsi sul Disturbo Affettivo Stagionale, noto con l'acronimo SAD (Seasonal Affective Disorder).

Sad è un termine inglese che significa triste, mesto, afflitto, addolorato. Il Disturbo Affettivo Stagionale non viene più considerato come un Disturbo Unico dell'Umore e nel DSM 5 figura come un sottotipo del Disturbo Depressivo Maggiore "a pattern stagionale", ovvero che si manifesta solo in determinati periodi dell'anno.

Il primo ad interessarsi di questo disturbo fu il Dott. Rosenthal nel 1984. Inizialmente accolto con scetticismo, il concetto di Winter Blues o Depressione Invernale è stato in seguito riconosciuto come un disturbo molto comune (in America le stime oscillano tra l'1.4% e 9.9% a seconda degli Stati presi in esame).

I sintomi che possono presentarsi all'interno di questo disturbo possono essere molteplici:

  • notevoli difficoltà nella fase del risveglio mattutino
  • eccessiva irritabilità          
  • sensazione costante di sentire braccia e gambe 'pesanti'      
  • aumentata ricerca del cibo, in particolare carboidrati          
  • mancanza di energie o di interesse per le proprie attività          
  • difficoltà di concentrazione o nell'eseguire lavori/compiti        
  • diminuità propensione alla vita sociale                      
  • calo del desiderio sessuale     

Le cause possono essere riconducibili principalmente a tre fattori:

  • un cambiamento del ritmo circadiano (poiché la diminuita presenza delle ore di sole incide sul nostro orologio biologico, come se ci sentissimo "in letargo")      
  • un abbassamento dei livelli di serotonina (un neurotrasmettiore che incide sull'umore)
  • un cambiamento dei livelli di melatonina (che gioca un ruolo importante per il sonno)

In America le soluzioni per combattere il SAD sono state oggetto di un libro.
Per fronteggiare il Disturbo vengono consigliate alcune piccole strategie come sottoporsi a sedute di fototerapia, effettuare delle passeggiate nelle ore di sole a disposizione, incrementare l'esercizio fisico, assumere melatonina o energizzanti (naturalmente sotto prescrizione medica e su consiglio del proprio medico curante), richiedere una consulenza psicologica nel caso in cui si sospetti che i sintomi elencati possano essere riconducibili ad una difficile situazione emotiva personale.

Quello che appare importante per affrontare questo disturbo è utilizzare un'ottica multi-disciplinare e quindi effettuare una buona diagnosi differenziale per riconoscere se i sintomi possano derivare da aspetti di origine organica o di natura psicologica e possano caratterizzarsi come ad esempio come primi campanelli d'allarme dell'esordio di un episodio depressivo.

Il corpo spesso ci dice quello che la mente non riesce a confessare, ascoltiamolo!