Doverose premesse

Quello dell’omosessualità è un tema innanzitutto delicato, in quanto riguarda alcune delle aree più sensibili della vita di un essere umano: la vita affettiva, sessuale, della relazione di coppia e del soggetto con la società, etc.

È poi un tema complicato, incui il piano emotivo-privato si interseca con quello scientifico, quello etico, quello religioso, sociale, etc.

Oggi, mi sembra, è richiesto un alto grado di attenzione e cautela da parte di chi si esprime pubblicamente sul tema. Questo atteggiamento ha il vantaggio, in qualche modo, di tutelare da grossolane discriminazioni la persona omosessuale.

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Certo, avviene spesso anche l’opposto: si vedono, sentono prese di posizione negative e forti, come a dire “rifiuto quest’idea, non ne voglio sapere nulla”, tentando di espellere ogni discorso sull’omosessualità dal campo degli oggetti osservabili.

Sembra esserci una contrapposizione parlare sottovoce, con tatto ma col rischio di non dire nulla/urlare “vade retro!”, con la pretesa che non ci sia nulla da dire ma il vantaggio paradossale, date le intenzioni, di portare il discorso all’attenzione di tutti.

 

Proposte

Senza alcuna ricerca di esaustività, e neppure un tentativo analizzare i vari contributi, vorrei proporre pochi esempi di un panorama, quello psicoanlitico, dove il pensiero su questo tema è in fermento. Mi limiterò, per praticità, a qualche esempio facilmente reperibile online in lingua italiana.

Faccio questo non tanto per dire che le riflessioni psicoanalitiche sul tema sono diverse dall’accusa-riprovazione che ancora oggi qualcuno immagina (anche se è, lo ammetto, una cosa che mi piace comunicare), ma soprattutto per suggerire che è possibile produrre dei pensieri sulla questione... senza perdere la testa.

Insomma spero, nel mio piccolo, di incoraggiare al dialogo, perché è all’interno di una dinamica di scambio che avviene la crescita personale ed è trasformando le sensazioni -più o meno stomacali- in parole che quelle possono acquistare plasticità.

 

Dalla Presentazione rivista Gli argonauti, n. 27 (di Elisabetta Cattaneo): Si rileva un paradosso: se da quarant'anni l'omosessualità non è più considerata ufficialmente, a livello scientifico, una malattia, il dibattito sulle capacità in ambito psicologico, giuridico e sociale delle coppie omosessuali rimane aperto.

La generazione di figli, da parte di queste coppie, mette davanti alla necessità di misurarsi con la realtà che propongono, prima ancora del riconoscimento formale di queste.

Il dibattito culturale aperto sul tema dell'omogenitorialità va ad indubbio vantaggio dell'agire clinico, che sempre più spesso dovrà misurarsi queste nuove forme di genitorialità.

(http://www.argonauti.it/n-27-giugno-2014-2/)

 

Da "Ipotesi Gay. L'omosessualità oggi. L'ansia di sentirsi normali (La Repubblica, 21 dicembre 2006): La cultura, i valori e i pregiudizi del passato e del presente influenzano la psicoanalisi?

Sarantis Thanopulos, psicoanalista risponde alla domanda sottolineando la necessità di sospendere il suo giudizio sui pazienti allo scopo di lasciar emergere la loro vita interiore.

Gli elementi culturali entrano in contatto con la psicoanalisi attraverso i casi trattati con metodo psicoanalitico.

<<E poiché l'interiorità, in ognuno di noi, trova la sua dimensione più privata nelle sfasature con i tempi della vita, la psicoanalisi è dentro e fuori il suo tempo, rimane sempre “intempestiva”. Del resto, se perfino le idee dei fisici e dei matematici sono in stretta correlazione con la cultura del loro tempo, come potrebbe la psicoanalisi essere immune ai mutamenti culturali, non esserne influenzata?>>

Ad essere criticata è invece, la fuga dalla “problematizzazione” della sessualità per mezzo del politically correct banalizzatore e falso, che tramuta la diffidenza in accettazione fasulla.

Problema più rilevante ancora, ed oggi comune ad eterosessuali ed omosessuali è l'uso dell'altro come semplice strumento di piacere, non riconoscendone la tridimensionalità di persona.

(http://www.spiweb.it/index.php?option=com_content&view=article&id=279:ipotesi-gay-lomosessualit-oggi-lansia-di-sentirsi-normali&catid=40&Itemid=912)

 

 

Da “Famiglie omogenitoriali: cosiderazioni introduttive" (di Alessandra Sala): Le nuove forme di famiglia pongono degli interrogativi sull'adeguatezza degli strumenti concettuali attuali, basati sulla famiglia tradizionale.

Questa problematizzazione è necessaria, se si intende intraprendere l'indagine dei vissuti dei membri di queste famiglie.

Le famiglie omoparentali, in particolare, implicano un lavoro di confronto con la visione dell'omosessualità del clinico, allo scopo di garantire un ascolto autenticamente psicoanalitico, libero dall'incrostazione dei pregiudizi e dell'ideologia.

Il panorama psicoanalitico corrente offre una molteplicità di orientamenti, ricchezza resa possibile dallo studio dello sviluppo dell'identità di genere, con delle importanti ricadute anche sulla comprensione delle persone eterosessuali

Il progredire di questa capacità di comprendere dipende dalla possibilità di coltivare una libera curiosità scientifica, il cui presupposto, ancora una volta, è la libertà da pregiudizi.

(http://www.sppscuoladipsicoterapia.it/corsi-milano/eta-evolutiva/materiali/24-corsi-milano/corsi-milano-evolutiva/112-famigie-omogenitoriali-cosiderazioni-introduttive.html)