b.persichettiauteri_rabbia

“Tutto ciò che non ho il coraggio di dire.”

 

A tutti capita di arrabbiarsi nella vita quotidiana, forse anche più di una volta al giorno. 

La rabbia è qualcosa di assolutamente normale e sano, quando nella giusta misura e se espressa come dovrebbe.

Quando ci si arrabbia molto, si arrivano a dire cose che non si pensano o si risponde male a chi, disgraziatamente, incrocia la nostra strada in quel momento.

Se occasioni simili si presentano all’ordine del giorno, bisogna porsi alcune domande.

Innanzitutto, è importante tenere in considerazione che la rabbia, è una reazione di difesa che, consciamente o meno, ci evita di sentire il dolore, fisico o emotivo.

Quando riteniamo che qualcuno ci stia facendo del male, è più semplice arrabbiarsi, “restituire la stessa moneta” a chi ci ha ferito ed evitare di sentire il nostro dolore e la nostra vulnerabilità.

In quei momenti, ci sentiamo pieni di potere, in ragione, pronti a prendercela con chi se lo merita, tralasciando però, che si tratta solo di un surrogato momentaneo e che presto, troveremo il dolore ancora lì, dove lo abbiamo nascosto, con, in aggiunta, le conseguenze della nostra sfuriata.

In particolare, quando arrabbiarsi è molto facile, si rischia di andare incontro a ripercussioni sociali, lavorative e di salute, fisica e mentale.

Una soluzione facile non esiste e lo scopo non è certamente quello di non arrabbiarsi mai, che anzi, potremmo considerare l’altro lato di una stessa medaglia.

Piuttosto, potremmo iniziare a riconoscere in che misura il problema ci appartenga e tentare di riflettere su alcuni spunti.

Tra cui:

  • Quando c'è un ostacolo che vi impedisce di raggiungere un obiettivo, vi sentite frustrati e la rabbia segue automaticamente. Eppure, essa non vi aiuta a risolvere il problema e anzi, non vi permette di ragionare. Cercate allora nuovi modi di aggirare l’ostacolo, prima di cadere nella trappola.

  • La comunicazione è fondamentale; invece di saltare a conclusioni affrettate, fermatevi a chiedere come stanno le cose, in modo da iniziare a ragionare sui fatti e non più sui pensieri irrazionali.

  • Che cosa provate in quei momenti? La rabbia sta coprendo paura, tristezza, delusione?Assegnare un nome a ciò che sentite, vi aiuterà a fare ordine tra le vostre emozioni.

  • Evitate di esprimervi in termini assoluti. In quel momento non state ragionando e dire “fai sempre così” o “non arrivi mai puntuale”, non farà che inasprire la discussione e rendere i vostri pensieri sempre più negativi.

  • Mettetevi nei panni dell’altra persona. L’empatia è fondamentale per capire che dall’altra parte, potevate esserci proprio voi. E allora chi avrebbe avuto “ragione”?

  • Riuscite a identificare delle similitudini tra tutte le volte che avete perso la calma? Evidenziare ciò che vi ha ferito le volte precedenti, potrebbe aiutarvi a rivedere i motivi della vostra rabbia e a gestirla diversamente. Ad esempio, se è l’apparente mancanza di attenzioni dell’altro a farvi saltare, la prossima volta potreste farvi coraggio e dirlo. L’altro potrebbe rivedere il suo comportamento e voi potreste scoprire che avevate frainteso le intenzioni.

Del resto, per stare bene con noi stessi e con gli altri, è necessario venirsi incontro, ed è solo comunicando apertamente che questo diventa possibile. 

E voi, che cosa ne pensate? State iniziando a lavorare sulla gestione della vostra rabbia?

 

Scritto da Barbara Persichetti Auteri - Psicologa di Roma

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