Non siamo mai così indifesi verso la sofferenza, come nel momento in cui amiamo"
S. Freud

Il sentimento dell'amore non sempre fa rima con il concetto di serenità e di equilibrio.
L'Amore è spesso il contro altare della ragione, la passione dell'autocontrollo, ed ancora, il desiderio di appartenenza entra spesso in conflitto con il bisogno di autonomia.
Estasi e tormento.
Amore e compensazione.
Amore e solitudine.
Queste e tante altre dicotomie appartengono al complesso tema dell'Amore.

L’amore appartiene alla dimensione dell’indefinibile, dell'inenarrabile e dell'inafferrabile, oltre che dimorare nella dimensione più segreta della nostra psiche.
L’amore è spesso misterioso, muove le fila di scelte, di non scelte, di desideri e di frustrazioni; attraverso l’amore ciascuno incontra l’altro e nell’altro se stesso.
Molte richieste di consulenze che noi clinici riceviamo quotidianamente - online ed in studio -riguardano l'estrema difficoltà che molti partners manifestano nello stare in coppia, senza riuscire a trovare un equilibrio che possa essere longevo e rassicurante: troppo vicini o troppo distanti, gelosi o indifferenti, simbiotici o estremamente autonomi, passionali o ingrigiti, concilianti o collerici e così via.
Il percorso che la coppia dovrebbe compiere verso l'equilibrio non è spesso dalla facile attuazione e dipende da infiniti fattori: individuali, psichici e relazionali.

La coppia attraversa svariate fasi, la più emozionante è di certo l'innamoramento.

L’innamorato - in una prima fase del legame amoroso - è come se fosse rapito dall'altro, spesso ossessionato dall’immagine e dal desiderio dell’altro, tende a smarrire poi il proprio baricentro.
Quando gli innamorati si trovano l’uno di fronte all’altro vivono un senso di pienezza assoluta ed al tempo stesso provano il sentimento di esser vissuti fino a quel momento come in uno stato di privazione perché la presenza dell’altro diventa fonte inesauribile di benessere totale.

La dimensione amorosa è la più desiderata e al contempo la più temuta

Cosa spaventa maggiormente nell'Amore?
Nell’innamoramento, solitamente, i partners vengono rapiti e sedotti l'uno dall'altro, incantati dal rispettivo modo di essere e di fare, dalla gestualità e, soprattutto, dall'interiorità; elementi che mantengono in vita un livello costante di fascinazione e seduzione.
La dimensione dell'innamoramento regala una nuova linfa interiore, rende forti ed onnipotenti, oltre che capaci di affrontare situazioni difficili; in questa nuova dimensione diadica vengono recuperate forze inaspettate e forse mai nate prima.
Questa nuova energia vitale seduce e spaventa, nutre e depaupera e, spesso, i partners sono portati a vivere questo sentimento così totalizzante e destabilizzante con modalità ambivalenti.
L'amore è un lusso affettivo a cui non tutti possono accedere, proprio per il turbinio di emozioni che questo sentimento porta con se.

 

Quando un amore giunge al termine

L’amore è passione e perdita di controllo e, come tutte le passioni, è sofferenza.
L’amore regala una sensazione magica ed unica di pienezza che si nutre al contempo di desiderio e di paura ed è per questa ragione che accanto ai sentimenti più nobili ed emozionanti si accompagnano anche timore e angoscia.
La vita, talvolta, porta con se la fine di un amore oppure alla sua rinuncia.

Quali sentimenti di lutto e di perdita porta con se la fine di una relazione d'amore?
Quali emozioni?
Quali possibili somatizzazioni?

La rinuncia all’amore è la rinuncia ad una parte - spesso neonata o nata grazie a quel legame - del proprio mondo interno, la rinuncia all'immagine che l'altro ha fatto nascere ed ha custodito dentro di se, oltre che al patrimonio di pelle e di sensi che quella coppia portava con se.

 

Quando il silenzio fa rumore
Il "cuore d'inverno", è una bellissima metafora che traduce al meglio le sensazioni di vuoto e di dolore date dalla fine di una relazione.
L'Amore sembra essere una vera malattia: quando è ricambiato illumina il cammino e fa straripare il cuore di felicità - gli occhi diventano liquorosi ed il sorriso fatuo è spesso rivolto verso il cellulare - quando non viene ricambiato o è conflittuale ed ambivalente, le note di allegria si trasformano in momenti bui del cuore e dell'anima, facendo sprofondare chi lo vive in un baratro di sofferenza senza fine che intacca poi corpo e psiche.
Quando un amore giunge al termine, all'inevitabile momento del "congedo amoroso", il "dopo" è abitato da lacrime e da amarezza e da quel paralizzante senso di solitudine profonda che obbliga a fare i conti con le parti più vere e profonde di se.

Il pensiero per l'altro prende spesso il posto dei pensieri per se stessi, lasciando il posto a pensieri autodistruttivi ed ossessivi di inadeguatezza e di sofferenza.
Spesso la paura dell'abbandono porta i partner a vivere amori cupi, bui, senza prospettive di vita futura, per i quali il futuro è più una minaccia che una speranza, adattandosi ad una vera brutta copia dell'amore
La sofferenza però, anche se spaventa e paralizza, è l'unica modalità di conoscenza di se, apre uno spiraglio tramite il quale poter dare un'occhiata alle proprie viscere ed alla propria psiche, offrendo una reale opportunità di cambiamento.
Molti innamorati abbandonati, traditi e feriti si crogiolano nel dolore che diventa spesso un vero compagno di viaggio verso terre che mai sarebbero state esplorate.

 

Il dolore in amore
Ogni incontro rappresenta un viaggio, un percorso da poter intraprendere verso la conoscenza dell'altro e di se tramite l'altro.
Anche quando un amore giunge a termine, il dolore provato non andrebbe buttato via, ma attraversato, ascoltato e, soprattutto, adoperato ai fini trasformativi.
Il "viaggio dentro ed attraverso il dolore" conduce direttamente dentro se stessi, nella propria interezza emozionale e psico/fisicamente rappresenta - se ben elaborato - una vera e propria esperienza di crescita interiore.

I silenzi talvolta fanno rumore: il rumore dell'assenza.

 

Amore e quotidianità possono davvero coesistere? Qualche riflessione.
Il matrimonio/convivenza è davvero la tomba dell'amore?
I partners possono mantenere vivido il sacro fuoco dell'Amore se riusciranno a condividere con la persona amata l'alchimia del nutrimento interiore frutto della relazione e se riusciranno ad accettare questa nuova possibilità di conoscenza dell’esistenza.
Il raporto di coppia va accudito come un vero giardino segreto.
Amare significa innaffiare di continuo, concimare, togliere dal sole se è torrido e dall'acqua piovana se è eccessiva.
Tornando alle difficoltà del vivere in coppia, in un momento storico di amori a termine e di liquidità nei legami, investire ancora nell'affettività credo sia un investimento "remunerativo" in termini emozionali, psichici e relazionali.
Non esiste un bugiardino per far durare un legame, ne per evitare di soffrire, ma esistono i clinici che possono aiutare nel dipanare la matassa emozionale quando questa è troppo ingarbugliata ed ingombrante.

 

Conclusioni
Mantenere in vita il sacro fuoco della passione di certo non è dalla semplice attuazione, così come mantenere la giusta distanza dal mondo dell'altro, tra fusione ed autonomia.
Fondersi senza confondersi e stare nella pelle dell'altro senza smarrire i propri confini, potrebbero essere due traguardi da raggiungere.
La vita sessuale - ludica, armoniosa ed empatica - è di certo un altro caposaldo dell'amore longevo.
Il dialogo - per dialogo intendo una comunicazione emozionale e non di servizio - è sicuramente un altro punto cardine pro-coppia.
La prudenza in amore inoltre, è, solitamente fautrice di danni enormi; porta infatti a vivere il legame in bilico tra dare e ricevere, tra bilanci razionali ed assenza di slanci emozionali profondi, una sorta di amore artificiale.