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L’empatia, questa sconosciuta

Sembra sempre più di opinione comune che, l’essere umano, si sia fatto strada nelle epoche del mondo attraverso avidità, egoismo e un’intelligenza particolare, che gli ha permesso di arrivare in cima alla catena alimentare.

La realtà, è ben diversa. Infatti, se così fosse, ci saremmo già estinti da molto tempo.

Sono, invece, i legami d’amore e d’affetto che permettono la nostra sopravvivenza e la nostra evoluzione.

Siamo geneticamente programmati per la relazione con l’altro, ne abbiamo bisogno e dobbiamo coltivarla con le nostre capacità, più o meno sviluppate, sulle quali possiamo lavorare.

L’empatia è la capacità di mettersi nei panni dell’altra persona, intuire il suo stato d’animo e comprenderne i comportamenti.

Essa, parallelamente, ci permette di accrescere le stesse competenze nei confronti di noi stessi. Possiamo imparare a riconoscere le nostre emozioni con più chiarezza e diventare più consapevoli delle nostre azioni.

Lavorare sulla nostra empatia, ci rende più altruisti e comprensivi. Non è necessario essere in accordo con l’altro e forse questa, è la parte più interessante.

Capire il prossimo, non significa pensarla allo stesso modo ma comprenderne la posizione; imparare a prevederne i comportamenti, vederli con un nuovo significato e dargli, quindi, un diverso valore.

Allora, il nostro mondo si allarga, non ne siamo più gli unici protagonisti e possiamo davvero entrare in contatto con chi ci è accanto, arricchendo noi e gli altri.

Lao Tse diceva: “Comprendere gli esseri umani è intelligenza, comprendere sé stessi è saggezza.” 

Questo non significa che dovremmo tutti arrivare al massimo dell’intelligenza e saggezza, ma certamente vi dovremmo aspirare, se il fine è di vivere meglio con sé stessi e con il mondo.

Quando vi sentite poco connessi e poco compresi dagli altri, potete essere proprio voi a fare un passo nella loro direzione. La realtà è qualcosa di molto relativo e, a volte, ci diamo spiegazioni parziali, che non tengono conto della complessità delle persone.

Senza empatia e la tendenza a sviluppare le nostre capacità relazionali, saremmo sempre più isolati dagli altri, senza la possibilità di crescere e potenziare il nostro benessere.

Ecco, allora, qualche spunto per praticare empatia:

  • Nutrite la vostra curiosità nei confronti delle altre persone. Non arrivate mai a credere di conoscere completamente qualcuno o di aver capito una persona da uno sguardo. Non è così!

  • Fate domande sulle emozioni. Quando parlate con qualcuno, non limitatevi a conoscere i fatti ma scoprite anche che cosa quella persona abbia provato o stia provando. Riuscite a capire perché provi queste emozioni? Le provereste anche voi al suo posto? Queste risposte datele anche al vostro interlocutore.

  • Ascoltate! Se state pensando ad altro, magari a quello che state per dire o a quello che la persona stia pensando di voi, è meglio che cambiate canale. Dovete sintonizzarvi sulla sua frequenza e ascoltare quello che vi sta comunicando. Altrimenti, non ci sarà uno scambio, ma solo due persone che parlano da sole.

  • Osservate. Ascoltare non è sufficiente, dovrete anche osservare l’altra persona e mantenere una buona dose di contatto visivo.

  • Ripensatevi. Quando succede qualcosa che non comprendete o che non vi piace, cercate di rivalutare l’accaduto alla luce di quello che potrebbe essere il punto di vista dell’altro. Sarete stupiti nel trovare numerose spiegazioni alternative, che probabilmente, cambiano un po’ le carte in tavola. A quel punto, le vostre emozioni negative si ridimensioneranno, e sarete spinti a cercare il confronto con un atteggiamento più costruttivo.

Ricordatevi che, coltivare le relazioni in maniera attiva e consapevole, ci permette di proseguire la nostra crescita, come individui e come esseri umani.

E voi, che cosa ne pensate? State già lavorando sulla vostra empatia?

 

Scritto da Barbara Persichetti Auteri - Psicologa di Roma

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