“Una lacrima dice più d'ogni parola.”
ALFRED DE MUSSET

lacrimeChi non le contiene. Chi ha difficoltà a lasciarsi andare, evitandole accuratamente. Chi, ancora, esprime ogni emozione attraverso di esse.

Agli uomini spesso non è concesso. Alle donne sembra proprio di si. Ci sono anche quelle di gioia o di rabbia.

Ci sono poi, quelle - simpaticamente dette - di coccodrillo. Ed ancora quelle "greche", recitate ad uopo.

Ecco a voi le lacrime

Nascono con noi, segnano i primi vagiti del neonato, ci accompagnano lungo tutta la nostra vita connotando i momenti più intensi, felici o drammatici, del nostro cammino.

Segnano il volto del bambino appena nato che, attraverso di esse, comunica i suoi bisogni più profondi, del piccolo che ha appena ricevuto un rimprovero o di chi ha paura di rimanere da solo.
Segnano il volto dell'innamorato abbandonato o tradito, di una mamma felice, di un ricordo imprudente che si impossessa di noi.

  • Cosa sono davvero le lacrime?
  • Quale significato hanno?
  • Cosa rappresentano?
  • Una debolezza?
  • Un'emozione incontenibile?
  • Una differenza di genere?
  • Le parole non dette?
  • I dolori taciuti?

 

Le lacrime non sono sempre e soltanto un segnale di debolezza, ma rappresentano la strada per entrare in sintonia con la parte più segreta di noi, con le nostre emozioni e paure, con la nostra anima.

Le lacrime non vanno evase, celate, semplicemente asciugate con un sottofondo di vergogna, ma ascoltate ed interpretate con rispetto.

Le lacrime sono un vero "rivelatore di emozioni", anche e soprattutto le più scomode ed ingombranti.

Così come l'amore è un potente detonatore dell'inconscio - tanto che chi ama si trova a svelare al partner qualcosa di se che neppure lui stesso conosce - anche le lacrime rappresentano la strada verso la verità.

I media definiscono il pianto "un'incontinenza emotiva", ma in realtà, non trattasi solo di uno scarso controllo emozionale - la parola incontinenza fa pensare poi a quella urinaria, paragone decisamente poco felice - ma ad un tuffo dove l'acqua è più blu, nel profondo delle proprie emozioni.

Il pianto ci conduce in luoghi intimi di noi stessi, ci rivela parti di noi - anche le più fragili e ben celate - parti non mistificabili, come spesso accade con le parole.

Spesso il pianto arriva dove le parole si fermano a riposare, dove non è possibile arrivare in altro modo e traducono soprattutto l'intraducibile.

In clinica, sappiamo bene che esistono "dolori muti", depressioni maggiori senza parole, dolori senza lacrime ed un'angoscia senza parole.

Sappiamo anche che, talvolta, il paziente inizia a stare meglio proprio quando ri-appare il pianto nella sua vita.

“Solo chi va fuori rotta, impara a navigare”, quindi, che ben vengano le lacrime se ci indicano il cammino verso la parte più vera di noi.

 

Aggiungo questa lettura sulle lacrime.