“L’avarizia è un vizio che può trarre in inganno perché all’inizio assume l’aspetto di una virtù
Decimo Giunio Giovenale

I cioccolatini ricevuti per amore, una calda sciarpa al posto di un abbraccio evaso, un monile simbolico o dei fiori, sono gli intramontabili compagni di viaggio di un amore.

Talvolta capita però che, amore e generosità, amore e capacità di dare, ed ancora, amore e portafogli, non siano in sintonia tra di loro.

Una compagna di viaggio dell'avarizia è senza ombra di dubbio la cupidigia, caratterizzata dal sentimento impetuoso, quasi struggente, di voler acquistare tanti beni materiali per se, con il rischio di non poterne ne fruire, né godere.

Vediamo cosa accade al legame d'amore, "portatore" di un partner avaro.

 

Identikit dell'avaro
L'avaro è strategicamente attento a non spendere i suoi soldi, che ne abbia tanti, o pochi.
L'avarizia non correla "oggettivamente" con il benessere del conto corrente, ma con il malessere di chi è avaro davvero.
Patologia grave, cronica e, soprattutto, ingravescente.
L'avaro è molto attento nel camminare in autobus o a piedi, ed ancora, attento ad evitare ristoranti e cene, regali e compleanni - e soprattutto - non ricambia in amore e nella vita.
Talvolta può anche capitare che l'avaro sia di manica larga con se stesso, acquistando per se le cose più belle o le migliori: dal cibo agli immobili, passando da automobili e motociclette, smarrendo del tutto il significato del donare in amore.
Glisserà, se messo alle strette dal partner, circumnavigando la problematica, parlando di donazione di attenzioni, di tempo, di amore e così via.

  • Ma siamo davvero certi che avarizia ed amore siano disgiunti?
    E che la prima non danneggi il secondo?

Per prima cosa l'avaro non sa di esserlo, crede invece di essere un parsimonioso, quindi legge la sua problematica esistenziale e comportamentale come un valore.

L’avarizia è uno dei peggiori difetti dell’uomo ed è anche uno dei - famosi o famigerati - peccati capitali.

  • Risparmio e risparmio in amore sono davvero correlati?

L’amore però è spesso cieco - come tutti sappiamo - quindi l'innamorarsi di un avaro può anche accadere durante il corso della vita, ed all'inizio, il partner, confuso ed ignaro, può non capire bene di cosa si tratti davvero.
Dubbi, sospetti, letture postume degli eventi ed altrettante possibili giustificazioni, ma l'amore - soprattutto all'inizio - trionfa su tutto.

Infinite giustificazioni abiteranno la mente ed il cuore del partner offeso e confuso:

  • Non ci avrà pensato...
  • Lo avrà dimenticato...
  • Non sono queste le cose importanti della vita...
  • Ma cosa sarà mai un regalo per Natale?
  • Ed il compleanno?
  • Una, o più d'una, cena negata...
  • Un regalo non ricambiato...
  • Un san Valentino senza baci perugina o fiori...
  • Un cd - mai realizzato - contenente musiche d'amore...
  • Una ricorrenza d'amore, un anniversario, un compleanno...
  • Per non parlare poi d'una necessità improvvisa..e così via...
  • Niente di niente!

 

Quei piccoli, grandi gesti che, quando si ama, rappresentano la concretizzazione dell'amore romantico.

Il tempo, il mal contento, i dissapori e le delusioni cocenti poi, obbligano ad uno scontro, più che incontro, con la realtà.

Quello scomodo e doloroso esame di realtà che, prima o poi, distruggere anche il più romantico ed intenso dei legami.

Amarezza, confusione, frustrazione saranno le sensazioni che il partner di un avaro proverà più volte nella vita, fino a quando durerà il loro legame.
L'amore prevede slanci ed irrazionalità, follie e sorprese; la parsimonia o meglio l'avarizia invece, lega le mani ed il cuore, costringe alla monigerazione ed alla parsimonia, elementi che sono il contro altare di un sentimento così nobile come l'Amore.
Un avaro che risparmia su tutto, malgrado le sue possibilità economiche, è avaro anche in amore.

Qualche nota psicoanalitica
Per Freud, il padre della psicoanalisi, lo sviluppo del bambino è diviso in svariate fasi, alcune delle quali sono:
1- la fase orale: fase caratterizzata dal piacere orale, che proviene dalla bocca, coincide infatti con la fase dell'allattamento.
2- la fase anale: il periodo il cui il piccolo impara il controllo degli sfinteri e l’uso del vasino e, poi, del wc.

3- la fase genitale: fase che corrisponde all’inizio dell’organizzazione adulta della personalità.

Il seme dell’avarizia solitamente germoglia nella fase anale, quando il piccolo impara che, controllando il corpo, può rendere felice, o meno, la madre.
La mamma è vista e vissuta dal piccolo come un onnipotente oggetto d’amore da cui dipende il suo benessere, il suo nutrimento fisico ed emotivo/affettivo e da cui teme di essere abbandonato.
Il bambino scopre inoltre che l’attività del dare o del trattenere - emozioni e feci - gli regala un certo potere sugli stati d'animo dei genitori, ed al contempo, gli regala anche un certo piacere.
Talvolta la figura materna è impegnata altrove, è algida, poco rassicurante ed anaffettiva, molto attenta alla pulizia, all'ordine ed a fare rispettare le regole, senza dedicarsi a cure, carezze e doni.
Il piccolo, in questi casi, non si sente rassicurato e può avere la necessità di trattenere e di controllare amore e parti di se.

  • Cosa nasconde quindi l'avarizia?

Dietro l'avarizia, c’è spesso un quadro di insicurezza relativa agli affetti fondamentali - genitoriali - un solco profondo generato da una ferita profondissima, atavica, che risale sempre alle terre dell'infanzia.
La teoria freudiana sostiene che, il più delle volte, dietro un avaro c’è una madre che non è capace di amare, ma sa benissimo controllare e pretendere.

L'avaro in famiglia

Secondo il prof. Alberto Semi, società psicoanalitica italiana, l'avaro tende non solo ad accumulare i beni, ma a conservare e possedere l'oggetto ed a distruggerlo dopo, mediante il possesso e controllo totale.

Tema complesso, traslabile poi in amore.

Sostiene inoltre, il prof.Semi che, l'avaro tratta i figli come se fossero sempre bambini, in modo da non consentire all'oggetto posseduto - il figlio - di evolversi e di crescere. Ci rendiamo ben conto come il rapporto con il denaro sia una cartina tornasole di tantissimo altro.

 

Una recente ricerca
Una recente ricerca, svolta dalla dottoressa Terri Seuntjens, del Department of Social Psychology dell’Università olandese di Tilburg, esamina il complesso tema dell’avidità che, per l’appunto, si può manifestare sotto forma di avarizia, cupidigia, ambizione sfrenata, lussuria o ingordigia. 
Il retrogusto amaro che l’avarizia e le sue declinazioni porta con sè, è chiaramente indiscusso e nefasto, soprattutto per la sfera affettiva.

L’avarizia è stata condannata dalla Bibbia, dai buddisti e dal buon senso!

«Alcuni autori della ricerca hanno affermato che essere avidi è vitale per il benessere dell’uomo (forse maggiormente per l’economia, aggiungo io) e che l’avidità è un importante tratto evolutivo, che promuove l’auto-conservazione. Le persone più predisposte verso il guadagno e l’accumulo di quante più risorse possibili potrebbero essere in teoria quelle che se la passano meglio e che quindi hanno un vantaggio evolutivo».

Denaro, sesso e cibo sembrano essere dei motori di fondamentale importanza per gli esseri umani.
Sostengono ancora i ricercatori che per alcuni individui il denaro possa diventare una vera e propria droga. 
“Denaro come droga cognitiva” è l’interpretazione data da due ricercatori della School of Psychology dell’University of Exter, nel Regno Unito, Stephen Lea e Paul Webley.

«Il denaro può “mimare” altri incentivi naturali a livello cognitivo ed il suo potere motivazionale si genera almeno in parte da questa caratteristica».

 

Conclusioni
Anche dall'avarizia si può guarire, è faticoso ma possibile.
Il primo passo è quello di avere coscienza di avere un problema, poi, solitamente, dopo aver danneggiato e compromesso affetti e relazioni, consultare uno psicologo rappresenta una strada da poter percorrere per togliere il lucchetto al portafogli - ed al cuore - ed aprirsi ai piaceri della vita.

 

 

 

Fonte:

http://www.corriere.it/salute/neuroscienze/15_settembre_25/avidita-condanna-perenne-insoddisfazione-d58a4c14-6395-11e5-9954-7c169e7f3b05.shtml