Le separazioni in Italia aumentano ma, come è noto, sebbene siano stati apportate importanti modifiche ai precedenti criteri di regolamentazione di quella che, con un triste termine, viene definita una “disgregazione familiare”, i conflitti permangono, purtroppo.

Ora, salvo casi non frequenti, l’affido dei figli è “condiviso”.

Le nuove disposizioni della legge sull’affidamento condiviso mirano ad attuare, a condurre gli ex coniugi alla bigenitorialità, uguali doveri ed uguali diritti, privilegiando l’interesse dei figli, i quali hanno il diritto di godere dell’affetto, della cura, della protezione, dell’educazione di entrambi i genitori.

La domiciliazione dei figli molto spesso è nella casa della madre, che è la casa coniugale, di cui la madre gode fino alla maggiore età dei figli.

bambini abusatiCome subito appare, c’è una situazione molto dura per i genitori che si trovano a soffrire “ il fallimento del progetto” in cui avevano creduto; c’è molto dolore, ma anche rabbia, delusione, gelosia, a cui si aggiungono notevoli problemi logistici ed anche economici, pesanti per le madri e pesanti per i padri che devono trovarsi un’altra casa, pagare gli alimenti: sui “padri separati” sono stati scritti molti articoli allarmati.

E ci sono i figli e le emozioni dei figli, e le conseguenze del nucleo familiare che si riorganizza, con fatica, anche con paura.

La sicurezza si incrina. Certo i bambini anche piccoli avevano captato e sofferto l’atmosfera tesa, le discussioni, i litigi, spesso troppo animati.

Come sottolinea Silvia Vegetti Finzi, i bambini si preoccupano quando vedono comportamenti insoliti, rimuginano, fantasticano.

Alla fine l’insicurezza protratta incrina la spontaneità dell’infanzia, crea fantasmi, paure abbandoniche”, per esempio: “il papà è andato via, perderò anche la mamma”! Di qui difficoltà ad addormentarsi, ad andare all’asilo.

Questo improvviso, ma temuto cataclisma ha delle conseguenze diverse a seconda dell’eta’ del bambino.

Per chiarezza espositiva, scrivo qui sotto uno schema, che spiega come il permanere del conflitto (che purtroppo non si esaurisce con la separazione formale) interferisce con le tappe evolutive del bambino.

Naturalmente ogni bambino, ogni famiglia è diversa e simile, quindi le reazioni possono essere anche più sfumate ed anche non esserc. Questo sarà il risultato della vittoria della ragione in genitori che hanno saputo privilegiare la serenità dei figli.

Una grande attenzione deve essere messa in atto al momento in cui, varcato il punto di non ritorno, i genitori decidono di parlare ai figli della separazione che sta avvenendo.

Le parole per dirlo devono essere pacate... pensate prima con responsabilità e serietà, sono parole che i bambini ricorderanno per sempre, dopo anni.

Importante, fondamentale è che i figli non si sentano minacciati da una guerra in corso, che non possono certo loro gestire, e assumano percio’ un atteggiamento di chiusura, di difesa, di disincanto.

Spesso però, per motivi diversi, in cui si intrecciano rabbia, delusione, gelosia, il conflitto non termina con la separazione.

I soldi da dare e da ricevere, di questi tempi poi, assumono un grande peso di fatto e come decodificatori, cioè messaggi e cartine di tornasole, della relazione.

E i bambini stanno a guardare e reagiscono secondo l’età, secondo la loro storia e la loro maturità.

Perchè l’età del bambino è correlata al grado di percezione e di comprensione di quanto sta accadendo e a differenti modi di interpretare, di sentire il reale.

La fascia di età qui precisata è indicativa, naturalmente:

 

Soggetti in età prescolare:

da 2 a 3 anni: Regressione anche con perdita parziale delle abilità acquisite. Il bambino può balbettare, perdere il controllo delle abilità acquisite recentemente e non riesce più a tenersi pulito e asciutto.

Frequenti atteggiamenti di abulia, tristezza, bisogno di contatto fisico con gli adulti: “posso venire nel lettone”? Difficoltà a manifestare la gioia;

da 3 a 6 anni: Aggressività, scarsa autostima, umore depresso, con sensi di colpa e momenti di rabbia, anche morsi ai compagni, paura di farsi male.

A volte pensano: “E’ colpa mia che si sono separati; se facevo il bravo quella volta che...”. E sempre sperano che i genitori facciano pace, che la separazione sia reversibile, volendo. Non sempre tutto questo, per fortuna. Però è bene sapere che, se capita, è una cosa prevedibile.

 

Soggetti in età scolare:

da 7 a 8 anni: Tristezza e dolore, conflitti di lealtà (i bambini amano tutti e due i genitori), insicurezza, momenti di collera e delusione.

Al telefono sono evasivi, poche parole..” Sì, tutto bene, tutto bene..” e riattaccano, non vogliono avere, suscitare problemi…..non vogliono essere ……. arruolati.

da 9 - 10 anni: Collera verso i genitori, bambini spesso svagati, distratti, ostili e demotivati, anche problemi psicomatici, scolastici che a mio parere non vanno drammatizzati, i bambini hanno ora bisogno di esser consolati, più che altro.

Per fortuna, la scuola, i compagni diventano più importanti.

Sottolinea Vegetti Finzi: “duranti gli anni della latenza (quelli che coincidono con la scuola elementare), i bambini vogliono essere stimati dagli adulti e vogliono stimarli a loro volta, ma a volte è impossibile, allora avvertono una delusione profonda e si chiudono in sé stessi.

Mantenere alta la comunicazione con questi figli a volte chiusi, a volte quasi ostili, scomodi, non è facile, ci vuole.. “orecchio musicale”! Cioè ci vuole, amore, intuito, coraggio, e anche pazienza.

 

Soggetti in età adolescenziale

da 12 in avanti: Si avvia l’adolescenza, l’età incerta, di durata indefinita come la definisce Anna Maria Battistin, in un crescendo di chiusure crescenti, oppositorietà, gesti di ribellione per la conquista di una identità diversa, in questi soggetti immersi in un conflitto genitoriale permanente, tutto viene velocizzato, reso più aspro e dimostrativo.

I genitori vengono del tutto deidealizzati; difetti, errori vengono sottolineati in nome di una precoce e accelerata indipendenza. Il rischio è il comportamento antisociale (piccoli furti, atti vandalici) con i relativi noti rischi legati alle canne prima, alla droga poi, nei maschi soprattutto.

 

Nelle ragazze si può avere anche, dato il precoce attuale fiorire fisico, un incontrollato comportamento sessuale tra la sfida e la ricerca di rassicurazione narcistica.

Ricordo quel libro di qualche anno fa intitolato..” Ho dodici anni, mi chiamano principessa, ballo sul tubo”.

Sono evidentemente casi limite, ma questi rischi vanno tenuti presenti, il fiorire dal punto di vista fisico, con personalità ancora acerbe può far prendere solenni, costose cantonate da cui a delle ragazzine è difficile tornare indietro.

Ho pensato di scrivere queste brevi riflessioni, non certo esaustive dei problemi, per sottolineare la necessità per gli ex coniugi di essere capaci, di voler trovare una mediazione dei conflitti, tenendo sempre presente che più della separazione ciò che fa male, malissimo ai figli tanto amati è restare immersi per anni in un clima fatto di rivalse, negatività, squalifiche più o meno chiare dell’altro genitore che alla fine minano l’autostima e la fiducia nel mondo esterno.

 

Bibliografia:

V. Cigoli, G. Gulotta, G. Santi, Separazione divorzio e affidamento dei figli, Giuffrè editore

S. Vegetti Finzi, Quando I genitori si dividono, Oscar Mondadori

S.Vegetti Finzi, A.M. Battistin, L’età incerta I nuovi adolescenti, Oscar Mondadori

A. Dell’Antonio, Il bambino conteso, Giuffré editore