“Scegliere un cammino significa abbandonare gli altri.
Se si vogliono percorrere tutti i cammini possibili, si finisce per non percorrerne nessuno.”

Paulo Coelho

Almeno una volta, sarà capitato a tutti di catapultarsi in un nuovo progetto, grande o piccolo che fosse, e ritrovarsi poi ad abbandonarlo ai primi problemi. L’entusiasmo c’era e non parlavamo d’altro, eppure, a un certo punto, abbiamo semplicemente deciso di lasciar stare.

Non tutto deve essere completato ma, per alcuni di noi, i progetti lasciati a metà si accumulano, costando energie e spazi, sia fisici che mentali. Iniziare richiede impegno e lasciare incompiuto qualcosa semina vittime: il tempo, il denaro, le scartoffie, tutti i motori accesi ai quali stacchiamo improvvisamente la spina, lasciandoci stravolti e malinconici.

Come mai succede questo?

Quando decidiamo di iniziare qualcosa, non sempre abbiamo le idee chiare sul perché ci stiamo muovendo in una determinata direzione. A volte, non ci interroghiamo a sufficienza e tralasciamo di comprendere che cosa ci aspetterà iniziando un progetto e portandolo avanti.

Mentre ci riempiamo di eccitazione, stiamo perdendo di vista la realtà, che è fatta di dedizione, fatica e ostacoli da superare e, senza prevedere questi, non potremo costruire la tenacia che ci servirà per andare avanti.

Inoltre, dimentichiamo di farci la domanda più importante:

Che cosa voglio IO?

Quando prendiamo decisioni che non ci appartengono, è inevitabile ritrovarsi a mollare; ad esempio, quando imitiamo scelte altrui o quando cerchiamo di dimostrare qualcosa a qualcuno.

 

Da dove cominciare a riflettere?

  • Quali aspetti in comune hanno i vostri progetti lasciati a metà? Vi è di fondo una incapacità organizzativa o una motivazione sbagliata? Vi siete bloccati per paura o per pigrizia?

  • Chiedetevi quali erano gli obiettivi a breve-medio-lungo termine. Senza di essi non potete aver inquadrato né il motivo che vi spinge a intraprendere un'iniziativa, né quali siano le azioni per arrivarci e le possibili avversità da superare.

  • Iniziate a fare ordine. Delle cose lasciate a metà, potrete:

  1. Decidere che alcune cose vanno definitivamente abbandonate perché non v’interessano.

  2. Salvare ciò che può esservi utile per un altro progetto.

  3. Portare a conclusione ciò che, in effetti, v’interessa e vi serve (lavorando su eventuali paure o sulla pigrizia).

  • Lasciatevi aiutare. Non si tratta di riuscire a gestire al meglio il tempo, ma di imparare a gestire al meglio voi stessi. A volte, per fare questo, serve anche saper delegare, appoggiandovi agli altri.

  • Iniziate dalle piccole cose. Non potete svegliarvi e decidere di scalare l’Everest il giorno successivo. E’ qualcosa sopra le vostre forze e che non farà altro che frustrarvi per la sua irraggiungibilità. Partite, piuttosto, da iniziative di breve durata (fino a 6 mesi) con obiettivi sensati per voi.

  • Lavorate sulla vostra autostima. Non arrivando mai alla conclusione delle cose, non avrete la possibilità di fallire e di dimostrare ciò che pensate di voi, cioè, che non valete nulla. Anche la paura di riuscire ad arrivare fino in fondo, può spingere a mollare per non dover accettare le responsabilità e i cambiamenti che conseguirebbero dal proprio successo, che, in fondo, non credete sareste capaci di gestire.

  • Affrontate il vostro malessere. Avviare iniziative per scacciare i problemi, non farà altro che creare confusione. Cercate, invece, di guardare in faccia la vostra sofferenza e di diventare consapevoli di ciò che provate.

Ricordatevi che, cambiare non è impossibile ma richiede un atto di coraggio; nell'ammettere i nostri perchè e nell'affrontare ciò che fin ora avevamo riposto in un cassetto, e coperto da tutto ciò che abbiamo iniziato e mai finito. 

Se sentite di non farcela, chiedete aiuto allo psicologo. 

E voi? Che cosa avete lasciato a metà e perché?