Anche quest’anno dall’Ordine degli Psicologi della Regione Campania parte la Settimana del Benessere psicologico, iniziativa giunta alla sua sesta edizione. Una settimana durante la quale la cittadinanza, tutta, sarà invitata ad avvicinarsi alla psicologia, sia mediante conferenze, dibattiti, eventi organizzati nelle Sale consiliari dei Comuni, sia attraverso la possibilità di ricevere un primo consulto gratuito presso lo studio privato di uno specialista che ha aderito all’iniziativa.

Come gli altri anni, organizzerò insieme alla mia collega, la dr.ssa Valeria Catapano, un evento dal nome “#In-sicurezza tra i giovani: contro il rischio di devianza e violenza” presso i Comuni di San Giuseppe Vesuviano (giovedi 12 novembre ore 9:30) e di Ottaviano (venerdì 13 novembre ore 9:30). La tematica sarà affrontata partendo dai principali fattori di rischio e da quelli protettivi di tipo socio-culturale, familiare e individuale che aumentano o riducono nei giovani la probabilità di comparsa di comportamenti devianti e/o violenti, fino a discutere di fenomeni specifici, come il bullismo in tutte le sue forme. Abbiamo deciso di avere come destinatari del nostro intervento i ragazzi delle scuole medie e superiori, di avviare con loro una discussione sull’argomento che non abbia come fine solo quello di informare, ma anche di sensibilizzare e offrire validi spunti di riflessione.

“Chi è il bullo? Chi è la vittima? Pensereste mai che anche dietro il comportamento spavaldo, prepotente e aggressivo del bullo si nasconda un disagio, diverso forse solo nella forma da quello della vittima che, passivamente, subisce?”

E' bene ricordare che in un momento delicato come l'adolescenza il comportamento trasgressivo e ribelle può essere considerato normale, "necessario" al processo stesso della crescita. Può essere, infatti, interpretato come modalità che usa il giovane per svincolarsi dai genitori e sperimentarsi in maniera autonoma in contesti meno familiari e rassicuranti, per prendere le distanze da un'immagine di sè infantile e dipendente, per mettersi alla prova e acquisire nuove abilità. Fin qui tutto nella norma...almeno fino a quando la naturale esigenza di trasgressione non devia verso percorsi chiaramente devianti e pericolosi, per il benessere fisico e psichico proprio e altrui.

Anche dietro un comportamento prepotente e apparentemente fiero e sicuro di sè può nascondersi un disagio, un malessere che, certamente, è meno evidente di quello della "vittima", ma a cui è importante che gli adulti, insegnanti, genitori, educatori in generale, prestino attenzione. Non possiamo, dunque, voltarci dall'altra parte perchè quando la trasgressione supera i limiti accettabili dello scherzo o del gioco diventa un fenomeno che riguarda tutti...e prevenire è sempre meglio che curare!